Badduzza e arancino: tutti i nomi della droga

Fratello e sorella gestivano lo spaccio nel Calatino: 15 ordinanze VIDEO

Acquistavano la droga nei quartieri catanesi di Librino e San Giovanni Galermo, per rifornire alcune piazze di spaccio a Ramacca e Palagonia. Blitz antidroga dei carabinieri del comando provinciale nel calatino: disarticolato un gruppo criminale che riforniva di cocaina e marijuana i tossici della zona. Quindici le persone raggiunte da un’ordinanza di applicazione di custodia cautelare, accusate a vario titolo di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti nell’ambito di un’inchiesta denominata ‘Family’s affairs’.

Questo perché la gestione della vendita era anche un ‘affare di famiglia’. La curavano, tra gli altri, un fratello e una sorella. Quattro indagati sono stati condotti in carcere, cinque posti agli arresti domiciliari, per altri cinque è scattato l’obbligo di dimora nel comune in cui risiedono e per uno l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Quattro degli indagati sono percettori di reddito di cittadinanza e nei loro confronti sarà avviata la procedura per il blocco del sussidio.

Le indagini hanno preso spunto dall’arresto di uno spacciatore nel 2018. Diversi i giovani utilizzati nei ruoli di pusher e di vedette. La consegna, hanno ricostruito i carabinieri, avveniva previo appuntamento, chiamando il cellulare di un insospettabile incensurato che fungeva da centralino. I militari in un’occasione hanno registrato 175 chiamate dalla stessa utenza. Tra i posti dove ‘ritirare’ la sostanza stupefacente c’erano una sala giochi, una stalla e un autolavaggio. La droga nelle telefonate era chiamata in modo criptico: fiocco, bottiglia, panino, badduzza, tartufo, panzerotto e arancino.

La Procura di Caltagirone stima che il volume degli introiti del gruppo criminale potesse aggirarsi sui 3.000 euro al giorno. Durante le indagini sono state arrestate nove persone in flagranza di reato e denunciate altre dodici. Sono stati sequestrati 525 grammi di cocaina e 250 grammi di marijuana, 56 piante della medesima sostanza stupefacente e 23.814 euro in contanti

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