Esplosione nel deposito Eni, operaio catanese tra i dispersi

Incidente in provincia di Firenze: il 57enne era alla guida di un'autocisterna. Identificata una delle due vittime, 26 i feriti

C’è un operaio catanese di 57 anni tra i dispersi nell’esplosione in un deposito Eni a Calenzano, in provincia di Firenze. Il bilancio provvisorio è di due morti e 26 feriti. Uno dei due deceduti è Vincenzo Martinelli, 51 anni, originario di Napoli. Gli altri dispersi, tutti operai che stavano guidando le autocisterne, sono un 49enne della provincia di Novara, un 45enne nato in Germania ma italiano e un 45enne di Matera.

Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, l’esplosione sarebbe avvenuta a seguito della perdita di liquido durante le operazioni di ricarica delle autobotti. L’area in cui è avvenuta la deflagrazione è stata posta sotto sequestro. “Non ho mai visto niente del genere nella mia vita, sembrava ci avesse attraversato un tuono”, ha raccontato uno dei feriti. “Non abbiamo capito che cosa è successo, perché tutto è accaduto in pochi secondi. L’esplosione – spiega il testimone ferito – è stata così forte da farci saltare per diversi metri all’interno del nostro ufficio, i vetri si sono sfondati e ci hanno ferito. E’ stata l’esperienza più traumatica di tutta la mia vita”.

“Ho visto una scena impressionante, c’è una distruzione totale. Immagino chi era lì a lavorare ed era lì vicino o sotto le infrastrutture di ricarica, quello dev’essere apparso come un inferno. La situazione è indescrivibile. Noi sappiamo che stamani nell’azienda erano stati effettuati 35 accessi – ha detto il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani dopo un sopralluogo sul posto – Nel piazzale esterno dello stabilimento c’era stato un episodio di incendio di un’autocisterna diversi anni fa, ma fino a ieri all’interno non si erano mai verificati episodi di questo tipo”.

L’esplosione, con una colonna di fumo nero visibile in tutta la Piana fiorentina e un’aria irrespirabile, ha suscitato immediatamente preoccupazione per il rischio di inquinamento. Nell’area interessata dall’incidente si avvertiva inizialmente un forte odore acre dovuto alla combustione di idrocarburi, tanto che a chi era sul posto sono state distribuite mascherine per potersi riparare le vie respiratorie. Non a caso, fra coloro che si sono recati autonomamente in ospedale c’è chi ha lamentato ustioni alla trachea.

Nell’immediatezza dell’evento, il dipartimento della Protezione civile ha attivato l’avviso ‘It Alert’ per un raggio di 5 chilometri dalla zona di esplosione, chiedendo alla popolazione di non avvicinarsi all’area e di tenere chiuse porte e finestre. Nel pomeriggio l’Arpat, l’Agenzia regionale per l’ambiente, dopo gli accertamenti, ha ridimensionato l’allarme, comunicando che non ci sono rischi per la salute, e a partire dalle 16 è stato interrotto l’alert. “La problematica legata alla dispersione dei fumi e di particelle potenzialmente nocivi – ha spiegato l’Agenzia – è rientrata una volta domato l’incendio e con essa è venuta meno la necessità di particolari precauzioni da parte dei cittadini”.