Il grasso nei muscoli è il più pericoloso

di Nuccio Sciacca. Rischio di infarto maggiore e indipendente dall’indice di massa corporea

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Si sa ancora poco sul grasso che si nasconde nei muscoli ma di certo aumenta il rischio di gravi malattie cardiache indipendentemente dall’indice di massa corporea. A lanciare l’allarme sul grasso intramuscolare è una ricerca pubblicata sull’European Heart Journal. Gli specialisti del Brigham and Women’s Hospital e dell’Harvard Medical School di Boston hanno scoperto che le persone che hanno questi accumuli di grasso nascosti nei muscoli corrono un rischio maggiore di infarto cardiaco. È la prima volta che si indaga degli effetti dei muscoli grassi sulle malattie del cuore. Non solo, le misure esistenti, come l’indice di massa corporea o la circonferenza della vita, “non sono adeguate per valutare con precisione il rischio di malattie cardiache per
tutte le persone.

L’obesità – scrivono i ricercatori – è ora una delle più grandi minacce globali per la salute cardiovascolare, ma l’indice di massa corporea, la nostra principale metrica per definirla e per definire le soglie d’intervento, rimane un marcatore controverso e imperfetto della prognosi cardiovascolare. È particolarmente vero nelle donne, dove un indice di massa corporea elevato può riflettere tipi di grasso più benigni”. Ma dove si trova il grasso intramuscolare? Come dice lo stesso termine è nella maggior parte dei muscoli del corpo, ma la quantità può variare notevolmente tra le diverse persone. I pazienti esaminati avevano un’età media di 63 anni. La maggioranza (70%) era di sesso femminile. Tutti i pazienti sono stati sottoposti all’esame della Pet/Tc cardiaca per valutare il funzionamento cardiaco.

I ricercatori hanno anche utilizzato le scansioni della tomografia computerizzata per analizzare la composizione corporea di ogni paziente, misurando la quantità e la posizione di grasso e muscoli in una sezione del torso. Per quantificare la quantità di grasso immagazzinato nei muscoli, è stato poi calcolato il rapporto tra grasso intramuscolare e massa muscolare totale più grasso, una misura che gli scienziati hanno chiamato frazione muscolare grassa. Con la diagnostica per immagini (nella foto) si vede in blu la massa magra ed in azzurro chiaro-verde il grasso. I pazienti sono stati seguiti per circa 6 anni ed è emerso che le persone con maggiori quantità di grasso immagazzinato nei muscoli avevano più probabilità di avere danni ai piccoli vasi sanguigni che servono il cuore (disfunzione microvascolare coronarica) e maggiori probabilità di morire o essere ricoverate in ospedale per malattie cardiache.

In particolare per ogni aumento dell’1% della frazione muscolare grassa, c’era un aumento del 2% del rischio di disfunzione microvascolare coronarica e un aumento del 7% del rischio di future malattie cardiache gravi, indipendentemente da altri fattori di rischio noti e dall’indice di massa corporea. Le persone con alti livelli di grasso intramuscolare e prove di disfunzione microvascolare coronarica avevano un rischio particolarmente elevato di morte, infarto e insufficienza cardiaca. Al contrario, le persone con quantità maggiori di massa muscolare magra avevano un rischio inferiore. Il grasso immagazzinato sotto la pelle, invece, non aumentava il rischio.

Inoltre rispetto al grasso sottocutaneo il grasso immagazzinato nei muscoli può contribuire all’infiammazione e al metabolismo alterato del glucosio, portando a resistenza all’insulina e sindrome metabolica. A loro volta, questi insulti cronici possono causare danni ai vasi sanguigni, compresi quelli che irrorano il cuore, e al muscolo cardiaco stesso. In definitiva il dato importante e innovativo è che c’è adesso un altro modo per identificare le persone ad alto rischio, indipendentemente dal loro indice di massa corporea e questa scoperta apre le porte alla comprensione degli effetti sulla salute cardiaca delle terapie basate sull’incretina che modificano grasso e muscoli, e anche della nuova classe di agonisti del recettore Glp-1. Quello che non si sa ancora è come ridurre il rischio per le persone con muscoli grassi.