CATANIA – Vogliono bloccare la festa di Sant’Agata, non far salire il sindaco Trantino sulla carrozza del senato e sono disposti anche a farsi fermare dalle forze dell’ordine. Gli sfollati della zona rossa di San Giovanni Galermo, a Catania, vogliono “certezze abitative”. Questa mattina si sono ritrovati davanti al luogo del disastro in attesa di un assessore comunale che non è mai arrivato.
A quasi una settimana dall’esplosione, ci sono ancora 32 famiglie senza casa. Qualcuno non la vedrà più perché sono solo macerie, altri, non sanno quando e se potranno rientrarci: tutto è sequestrato dalla Procura per le indagini. Intanto, tra incubi, ansia e incertezze, hanno trovato alloggio in un residence della Plaia, ma la situazione è solo temporanea. Aurora passeggia con la sua bimba di due anni e mezzo e racconta le notti insonni.
Il Comune ha chiesto alla Regione dei contributi per finanziare il pagamento mensile di un affitto per chi rimarrà più a lungo senza casa. Ma nessuno ha fiducia. Gli sfollati non credono alle promesse e gli affittuari di casa non si fidano del pagamento da parte del Comune. In questa situazione di grande confusione ci sarà da capire anche se ci sia un concorso di colpa in questo dramma. Che non si è trasformato in tragedia solo per miracolo, come raccontano i sopravvissuti.