Voto di scambio: indagato sindaco di Paternò

Gli affari dei due clan: 56 sotto inchiesta NOMI-VIDEO

CATANIA – Oltre 300 carabinieri del Comando provinciale di Catania hanno eseguito nelle province del capoluogo etneo, di Siracusa e di Teramo un’ordinanza di misure cautelari personali emessa dal gip nei confronti di 17 persone indagate a vario titolo di associazione mafiosa, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, turbata libertà degli incanti aggravata dal metodo mafioso e corruzione. Dei 17 soggetti coinvolti, 15 sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere, uno agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, uno al divieto temporaneo, per la durata di un anno, di esercitare la professione di avvocato limitatamente all’esercizio delle funzioni di delegato alle vendite. In totale gli indagati nell’operazione Athena sono 56, con un filone che riguarda lo scambio elettorale politico-mafioso.

L’indagine, coordinata dalla Procura distrettuale e condotta dai carabinieri di Paternò, è stata avviata dopo la denuncia di un imprenditore locale minacciato da alcuni mafiosi per farlo ritirare dalla vendita all’asta di un lotto di terreni. Emersi dall’attività investigativa, oltre alle dinamiche criminali e gli elementi di vertice del gruppo Morabito-Rapisarda operativo a Paternò e riconducibile al clan catanese Laudani, anche gli interessi dell’organizzazione nel controllo sistematico delle aste giudiziarie di immobili nelle province di Catania e Siracusa.

La cosca prevedeva l’intervento fisico di propri sodali durante le procedure di vendita per allontanare, anche con la violenza, i partecipanti e garantiva ai propri ‘clienti’ l’acquisto o il rientro in possesso del bene. Le aste andate a buon fine avrebbero fruttato alla consorteria consistenti guadagni, condivisi anche con il gruppo Assinata, articolazione della famiglia Santapaola-Ercolano di Cosa nostra di Catania, che certifica un patto di coabitazione tra i clan per spartirsi i guadagni.

Il compenso per l’organizzazione mafiosa era commisurato al valore del bene, da poche migliaia a decine di migliaia di euro. Tra gli arrestati un altro imprenditore agricolo, Francesco Di Perna, che avrebbe messo a disposizione alcuni suoi locali per riunioni dei componenti dei due clan. L’ex assessore Pietro Cirino, secondo l’accusa, sarebbe stato consapevole di chi fossero i suoi interlocutori. Otto le vendite giudiziarie – tra le quali una in provincia di Siracusa – che sarebbero state ‘pilotate’ orientando la scelta del beneficiario dell’acquisto. Tra questi ultimi anche debitori che volevano tornare in possesso di un loro bene che era stato messo all’incanto.

Coinvolto in una delle aste pilotate anche un avvocato siracusano che, in qualità di delegato alla vendita, durante una procedura esecutiva giudiziaria avrebbe favorito l’aggiudicazione di un appartamento al figlio del soggetto che si era rivolto all’associazione mafiosa. Tra le attività illecite dei Morabito-Rapisarda anche il traffico e lo spaccio al dettaglio di stupefacenti. Durante le indagini, i carabinieri hanno sequestrato complessivamente circa 71 chili di sostanza stupefacente, tra marijuana e cocaina, e arrestato otto persone in flagranza di reato.

Tra i 56 indagati, inoltre, ci sono anche il sindaco di Paternò, Antonino Naso, eletto con delle liste civiche nel giugno del 2022, un ex consigliere comunale ed ex assessore, Pietro Cirino, e un assessore dell’attuale giunta, Salvatore Comis. Il reato ipotizzato, in concorso con due presunti esponenti del clan Morabito legato alla ‘famiglia’ Laudani di Catania, Vincenzo Morabito e Natale Benvenga, è di scambio elettorale politico-mafioso. Cirino è tra i quindici destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

“So di essere estraneo all’accusa che mi è stata mossa di voto scambio – dichiara Naso – dal momento che tutta la mia vita è stata improntata al massimo rispetto della legge e per nulla al mondo avrei mai abdicato ai principi di correttezza e onestà cui ho uniformato al mio agire privato e pubblico. Apprendo, sempre attraverso gli organi di stampa, che il giudice per le indagini preliminari ha rigettato la richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura nei miei confronti per mancanza dei gravi indizi, ovvero di elementi idonei a ritenere fondata l’accusa mossa nei miei confronti. Confido, pertanto, che questa vicenda possa a breve concludersi e mi permetto di invitare le opposizioni, e anche la stampa a un maggiore rispetto, se non del sottoscritto, del provvedimento emesso dal gip, il quale esclude responsabilità penali a mio carico”.

L’inchiesta Athena tratta, dunque, anche possibili infiltrazioni nel voto delle amministrative scorse a Paternò con un presunto aiuto del clan Morabito ai tre amministratori indagati. Per gli amministratori la Procura aveva chiesto un provvedimento cautelare che è stato rigettato dal gip Sebastiano Di Giacomo Barbagallo che ritiene sia da escludere la sussistenza dei necessari gravi indizi di reato riguardo alla posizione del sindaco Naso. Secondo il gip l’assunzione di due persone vicine alla cosca in un’azienda che si occupa di rifiuti e il presunto sostegno elettorale “non appaiono prospettabili” e, citando un provvedimento della Cassazione, ricorda che ai fini della configurabilità del delitto di scambio elettorale politico-mafioso è necessaria “la prova che l’accordo contempli l’attuazione, o la programmazione, di un’attività di procacciamento di voti con metodo mafioso”.

DESTINATARI DELLA MISURA DELLA CUSTODIA IN CARCERE:
1) APOLITO Adriano, nato a Paternò il 01.08.1988;
2) BENVENGA Natale, nato a Catania il 04.05.1962;
3) CIRINO Pietro, nato a Paternò il 22.01.1965;
4) CUNSOLO Filippo, nato a Paternò il 06.07.1963;
5) CUNSOLO Vincenzo, nato a Paternò il 06.10.1968;
6) DI PERNA Francesco, nato a Paternò il 01.07.1963;
7) OLIVERI Carmelo, nato a Paternò il 18.02.1980;
8) PENNISI Emanuele Salvatore, nato a Paternò il 03.06.1977;
9) PUGLISI Pietro, nato a Paternò il 11.08.1974;
10) RAPISARDA Andrea, nato a Paternò il 05.06.2002;
11) RAPISARDA Antonino, nato a Paternò il 09.01.1970;
12) RAPISARDA Vincenzo, nato a Catania il 21.04.1995;
13) SINATRA Andrea, nato a Paternò il 30.11.2001;
14) SPATOLA Angelo, nato a Paternò il 15.01.1976;
15) VERZÌ Carmelo, nato a Paternò il 08.07.1995.

DESTINATARI DELLA MISURA CAUTELARE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI CON BRACCIALETTO ELETTRONICO:
16) MORABITO Vincenzo, nato a Paternò il 16.10.1960.

DESTINATARI DELLA MISURA CAUTELARE DEL DIVIETO TEMPORANEO  DI ESERCITARE LA PROFESSIONE:
17) VOJVODIC Gianfranco, nato a Licodia Eubea il 15.12.1965.

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