E’ morta la giornalista catanese Debora Borgese

Aveva 42 anni. Era stata addetto stampa del presidente Ars

CATANIA – E’ morta la giornalista catanese Debora Borgese, aveva 42 anni. Aveva fatto parte dell’ufficio stampa del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ed era stata prima anche portavoce del sindaco di Aci Castello. Aveva lavorato in diverse emittenti radiofoniche, compresa Radio Zammù, dell’università di Catania, e poi collaborato con diversi siti giornalistici, anche con L’Urlo, diventandone anche direttrice. Cordoglio per la scomparsa della giornalista è espressa dalla comunità della stampa parlamentare siciliana che “si stringe ai familiari e agli amici di Debora Borgese, la collega deceduta oggi dopo avere lottato contro la malattia che non le aveva impedito di continuare a sperare e non aveva spento la sua voglia di vivere”.

“Debora – prosegue la nota dei giornalisti parlamentari siciliani – è stata a lungo collaboratrice di Gaetano Galvagno seguendolo come addetta stampa nella sua attività politica. Era entrata a far parte dello staff del presidente dell’Ars, poi la malattia l’aveva costretta a rivedere i suoi piani di vita. Combattiva, fiera e tenace fino all’ultimo respiro dal suo letto si è battuta per avere giustizia nei confronti di un ex politico che l’aveva diffamata sui social qualche anno fa. A Debora e ai suoi cari va il pensiero dei cronisti parlamentari”.

“Non è semplice trovare le parole per esprimere ciò che si prova quando viene a mancare una persona a te cara, specie se questa è un vulcano che ti ha accompagnato sin dai primi passi da deputato regionale – scrive il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno in un post su Fb -. Qualche giorno fa avevo fatto un post dove sottolineavo quanto sia importante ritagliarsi del tempo per se stessi. Debora ha lottato come solo lei sapeva fare per rimanere su questa terra, ma non ce l’ha fatta. Non facciamo altro che rimandare a domani quando non capiamo che la vita scivola via in fretta e va goduta momento dopo momento. Mancherai come non mai, che la terra ti sia lieve. Ciao Debora”.

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