Sicilia, contro la destra la triplice alleanza

Pd, M5s e Scn verso un 'comitato di liberazione': "Insieme siamo maggioranza"

Sud chiama Nord, Pd e M5s insieme per costruire un “comitato di liberazione della Sicilia dai comitati d’affari” perché “in ogni segmento dell’amministrazione di questa Regione c’è una visione lobbistica politico-mafiosa e affaristica”, un progetto che dovrà partire “almeno due anni prima della scadenza naturale di questa legislatura, lavorando con uno schema ufficiale e trovando la sintesi per coinvolgere territori ed elettori”. E’ la linea emersa nella prima conferenza stampa unitaria organizzata a Palazzo dei Normanni dai tre gruppi di opposizione all’Assemblea regionale: Pd, M5s e Sud chiama Nord.

“Noi tre insieme siamo la maggioranza dei siciliani, lo dicono i numeri – ha chiarito il leader di Scn Cateno De Luca -. E in questo momento dunque la Sicilia è governata da una minoranza. Invito il presidente Renato Schifani a confrontarsi con noi, porti con sé Gaetano Armao che ha in mano la programmazione, io porterò Luigi Sunseri (M5s e presidente commissione Ue dell’Ars): Schifani è un coyote istituzionale, scappa sempre. In un anno le sue assenze dall’aula sono da record, mai s’era visto un presidente della Regione che non partecipa neppure alle sedute della legge di bilancio e che si presenta in aula quando deve intimorire e intimidire i suoi alleati. Nessuno di noi vuole partire da posizioni di rendita, ma certamente bisogna arrivare a un metodo che individui una sintesi che porti al candidato della coalizione e anche a una squadra ben definita: non possiamo pensare di rappresentare solo l’alternativa contro qualcuno, è una crociata di liberazione non un semplice momento elettorale”.

Nel breve termine il primo banco di prova potrebbero essere le provinciali, se la riforma per il ripristino del voto diretto all’esame dell’Ars sarà approvata. “Diventeranno un momento per ragionare come stare insieme se non vogliamo regalare a tavolino la vittoria agli altri”, ha sottolineato De Luca. “Stiamo dimostrando che il nostro lavoro è sicuramente alternativo a questo governo – ha evidenziato il capogruppo del Pd Michele Catanzaro -. C’è una coalizione di centrodestra che rimane in piedi solo per la gestione del potere, non per gli obiettivi e i temi che interessano ai siciliani. Stiamo lavorando proprio su temi specifici cercando di portare i risultati anche fuori dal Parlamento regionale e dimostrare che siamo alternativi a questo governo regionale. Ho grande stima umana e professionale dei colleghi di Scn e M5s”.

Per il capogruppo del M5s Antonio De Luca “c’è la dimostrazione che il dialogo avviato da M5s Pd e Scn non era fine a se stesso volto al semplice ostruzionismo per esempio durante la finanziaria, dialogo che sta proseguendo per contrastare il centrodestra, che è imploso. Il governo Schifani non ha fatto nulla se non litigare, sono esplosi in aula sulla norma salva-ineleggibili e sul disegno di legge delle Province, a prima firma Schifani, in aula sono mancati ieri i deputati del centrodestra a tal punto da costringere la presidenza a rinviare il passaggio agli articoli. Se non fosse stato per l’esperienza e la serietà delle minoranze la Sicilia sarebbe ancora in esercizio provvisorio perché loro starebbero ancora a litigare sui soldi da spartirsi. Il governo Schifani riesce a essere peggiore del governo Musumeci, perché non si rende conto nemmeno di quello che sta succedendo”.

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