Cibo scadente: lettera di fuoco dei pompieri

A Palermo la protesta per le mense: "Pessima qualità e mini porzioni"

PALERMO – Mensa scadente, protestano i vigili del fuoco. Tutte le sigle al completo hanno scritto al comandante dei vigili del fuoco di Palermo Girolamo Bentivoglio raccogliendo le lamentele del personale sulla scarsa qualità e quantità del cibo fornito a pranzo e cena e sulla possibilità di scelta delle portate, che è andata diminuendo nel tempo. Le proteste riguardano i pasti distribuiti nella mensa della sede centrale e della sede aereoportuale. Al comandante si chiede un intervento presso il ministero. L’amministrazione ha annunciato l’intenzione di convocare i rappresentanti dei vigili del fuoco la prossima settimana.

La richiesta è di ripristinare almeno “condizioni minime di fruizione”. Se non arriveranno risposte soddisfacenti, i pompieri sono pronti a indire azioni di protesta. “La situazione è degenerata da un paio d’anni, in periodo Covid, a seguito di gare d’appalto sempre più al ribasso, dei rincari delle materie prime, di ritocchi chiesti sull’appalto e non ottenuti. Nessuno pretende un pranzo o una cena ad alti livelli, ma almeno dopo 12 ore di servizio la possibilità di un buon panino con prosciutto. Prima portavano un prosciutto di uno dei marchi storici, ora viene servito un prosciutto senza etichetta, di qualità sempre più scadente. Molti colleghi del settore operativo mangiano spesso riso in bianco con tonno in scatola, per stare più leggeri. Ma anche per il tonno si è passati a una scelta di confezioni di tonno meno note in commercio, che risultano di pessima qualità. E oltre alla qualità, si risparmia sulla quantità delle porzioni, che è diminuita nei primi, nei secondi e nei contorni, e sulla possibilità di scelta. Prima si poteva scegliere tra quattro tipi di frutta e lo yogurt, ora solo arance e mandarini, e niente più banane e mele, prendono solo quello che costa meno. Non c’è sera che non venga denunciato un disservizio. Chi non riesce a cenare perché impegnato nel soccorso tecnico urgente, trova nel sacchetto quello che è rimasto. L’altro ieri sera, ad esempio, chi è rientrato dopo cena, quando la mensa era già chiusa, ha trovato solo sofficini”.

I pomieri ricordano “che le varie circolari ministeriali impongono un’attenzione pressante sull’alimentazione, che non può prescindere dall’assicurare un servizio ottimale. Tenuto conto che il giusto reintegro calorico è garanzia di una migliore efficienza fisica, oltre che garanzia della salute per tutto il personale, e visto il protrarsi di tale situazione, chiediamo un intervento immediato da parte dell’amministrazione, al fine di ripristinare quanto previsto dal contratto siglato con la ditta appaltatrice”.

 

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