Marisa aveva scritto alla Lucarelli

Il delitto del Trapanese era stato preparato da tempo

“Marisa, mi raccontava, era stata coraggiosa. Aveva lasciato lui 20 giorni dopo la nascita della bimba. Lo aveva deciso consapevole del fatto che lui, fino a quel momento, avesse fatto di lei ciò che voleva. Sapeva di pagare un prezzo molto alto per quella decisione. Scriveva proprio ‘sto pagando’. E leggendo le cronache di questi giorni, so che ha continuato a pagare un prezzo altissimo”. Selvaggia Lucarelli rivela in una storia su Instagram di aver ricevuto un messaggio da Marisa Leo, la 39enne uccisa nel Trapanese dal suo ex, Angelo Reina. “Ci ho pensato un paio di giorni prima di scrivere questo post – premette -: in realtà volevo dire delle cose, ma anche rispettare la morte di questa donna stupenda e ormai, nel marasma dei pensierini che affollano le bacheche di tutti, mi sembra sempre di partecipare a un banchetto, più che di aggiungere qualcosa alla discussione. In questo caso poi è ancora più difficile perché Marisa, due anni fa, dopo un podcast mi aveva scritto parlandomi della sua storia tormentata. Non condividerò il messaggio, che alla luce dell’accaduto è straziante. Non serve”.

“Minacce, paura, inseguimenti, pedinamenti – ricostruisce la Lucarelli parlando di Marisa Leo -, eppure non è tornata sui suoi passi. Ha ritirato la denuncia, è vero, ma non sarebbe cambiato nulla. Lui non si era mai fermato e nulla l’avrebbe fermato, se non – forse – una reazione tempestiva da parte della legge. L’idea che un uomo che ti insegue in auto o ti minaccia di morte resti libero di continuare a farlo non può far sentire al sicuro nessuna. Anzi, dopo una denuncia, può far sentire ancora più insicura, perché in lui subentra il rancore per il gesto di sfida e il desiderio di vendetta. Non a caso – scrive ancora Selvaggia Lucarelli – molte donne vengono uccise alla vigilia del processo. Paradossalmente, le denunce, se non seguite da un’attenta rete di protezione da parte della legge, possono diventare un ulteriore movente. Tutto questo per dire che Marisa non aveva fatto alcun passo indietro e che in realtà aveva smesso di subire. Non voleva neppure far scontare a sua figlia le conseguenze di quella (ex) relazione malata, anzi. Aveva ritirato la denuncia proprio per la bambina, perché non avesse un padre condannato. Sperava, semplicemente, che quell’uomo fosse capace di amare almeno come padre. Marisa – chiosa – gli ha dato una possibilità e non come compagno, ma come essere umano. Non ha sbagliato. Era solo una donna giusta e generosa”.

LE INDAGINI. E’ un omicidio che preparava da tempo quello che ha commesso Angelo Reina, secondo le indagini condotte dalla squadra mobile di Trapani. Nelle ultime settimane aveva noleggiato un’auto e a bordo i poliziotti hanno trovato altri proiettili della stessa arma utilizzata per uccidere la Leo. E’ stato lo stesso titolare dell’agenzia di noleggio a presentarsi davanti gli investigatori. Ma Reina aveva anche fatto pedinare l’ex compagna con un investigatore privato: anche lui si è presentato spontaneamente in questura a Trapani.

L’AMICA: “HA TROVATO L’UOMO SBAGLIATO”. Ad aprile di quest’anno era felice, ci siamo visti al Vinitaly, c’era anche il suo ex. È durato fino a giugno, poi lei ha trascorso l’estate con la sua famiglia e in un messaggio le chiesi come andava con Angelo e lei mi rispose: ‘al solito'”. Parla Antonella Lusseri, amica della 39enne. “Marisa non l’ho mai vista piangere, ma solamente silenziosa nelle difficoltà. Lei è stata vicino a me nel mio abisso sentimentale e di vita. Mi dedicava la canzone ‘The best’ di Tina Turner, mi diceva ascoltala quando sei giù, mi diceva guardati meravigliosa per come io ti vedo”.

Con la voce rotta dall’emozione ricorda: “Con sé Marisa portava dentro il desiderio di un amore che arrancava; nel suo percorso lei ha incontrato l’uomo sbagliato e ne è rimasta succube. Da narcisista e manipolatore la illudeva con un mondo bello. Ma era solo un’altalena. Marisa era tenace e determinata, si è fatta aiutare. Ma la rimproveravo perché lei si faceva seguire per risolvere il problema che era lui. Lei come me e come tante altre donne autonome e strutturate sapeva muoversi in autonomia. Non aveva bisogno del supporto ma lo ha chiesto nella speranza di trovare una soluzione altra. Ha fatto corsi, leggeva libri, cercava soluzione al suo tormento, al suo inseguire il sogno d’amore. Era fragile Marisa, testarda. Era innamorata. Non ha colto il treno giusto per cambiare destinazione. L’unica colpa che ha avuto è stata quella di amare”.

“NESSUNO SI SENTA LASCIATO SOLO”. “I familiari e la bambina di Marisa Leo verranno ora seguiti da un’equipe di assistenti sociali e psicologi del Centro per la famiglia”, assicura il sindaco di Salemi Domenico Venuti. Non sarà facile far sapere alla bambina che la mamma è stata uccisa dal papà. “In quest’ora particolarmente buia mi rivolgo a voi con la discrezione e il garbo richiesti in momenti come quello che stiamo vivendo, per esprimere vicinanza e prossimità, animato dal sincero desiderio e dal profondo bisogno di partecipare, con autentico rispetto, del dolore di tutti”, ha detto il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, in un messaggio rivolto alla famiglia Leo, alla comunità di Salemi e al parroco don Vito Saladino. “La piccola figlia di Marisa oggi, nella sua tenera età, conosce un dolore grande e incomprensibile, vedendo venir meno la presenza di riferimenti significativi per la sua crescita – ha scritto monsignor Giurdanella – il dramma che si è appena consumato mi raggiunge profondamente, mi turba e mi ferisce. La vostra sofferenza è così intima e violenta che sento solo il desiderio di stringermi a voi come padre e come pastore per confermarmi con voi nella consapevolezza di quanto sia prezioso l’amore, di quanto siano necessari l’affetto sincero, la cura, la prossimità. Nessuno si senta lasciato solo”.

UNA MARCIA PER MARISA. Si terrà venerdì prossimo, con raduno alle 19 in piazza padre Pio a Salemi, la marcia per Marisa organizzata dai cittadini, associazioni locali, istituti scolastici e Comune.

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