Mammografia in 3D all’Asp di Catania

di Nuccio Sciacca. La tomosintesi in 13 ambulatori per una diagnosi del tumore ancora più precoce

La mammografia è una delle procedure diagnostiche più efficaci per lo screening del tumore al seno e consente di rilevare una lesione quando si trova ancora in una fase iniziale e non sempre rilevabile alla palpazione o con altri esami. Un notevole progresso è stato quello di potere programmare la mammografia scegliendo tra mammografia 2D tradizionale e mammografia 3D. La differenza? La mammografia 3D o tomosintesi è un esame diagnostico di ultima generazione, simile alla mammografia, in grado di catturare più immagini del seno da diverse angolazioni, al contrario della mammografia 2D che consente di acquisire una sola immagine per ogni proiezione. Le immagini ottenute grazie a questa tecnologia vengono poi rielaborate da un software fino a ottenere una ricostruzione “a strati” e ad alta risoluzione dell’intera mammella.

Grazie alla mammografia 3D il medico radiologo ha la possibilità di esaminare gli strati del tessuto mammario uno strato alla volta e di rilevare in maniera più accurata la presenza di lesioni e valutarne le caratteristiche. Possiamo paragonare le immagini ottenute dalla mammografia 3D alle pagine di un libro, che il radiologo può sfogliare una alla volta fino a ricostruire l’intera trama del tessuto mammario. I vantaggi offerti dalla mammografia 3D sono: un aumento consistente della percentuale di individuazione del tumore mammario e in uno stadio più precoce, una riduzione significativa dei richiami dovuti a falsi positivi, una miglior visualizzazione delle piccole lesioni nei tessuti mammari densi, che all’esame tradizionale sfuggirebbero e il superamento del limite della sovrapposizione dei tessuti delle immagini mammografiche tradizionali.

Le mammografie 2D, infatti, possono nascondere alcuni tumori, specie se molto piccoli, a causa della sovrapposizione delle immagini del tessuto mammario che si verifica con l’esame. Con la mammografia 3D questo non accade perché vengono acquisite più immagini del seno, circa 9 per ogni proiezione, che saranno poi ricostruite in numero variabile a seconda dello spessore e del volume della mammella. Ciò rende possibile esaminare il tessuto mammario uno strato alla volta, cosa che invece non è possibile con la mammografia 2D.

Significativo, quindi, che siano già operativi 13 nuovi mammografi 3D presso i poliambulatori dell’Asp di Catania. Di questi, 11 rientrano nel programma di finanziamenti del Pnrr. I nuovi dispositivi sono attivi al Basso Ragusa di Militello Val di Catania, al Gravina di Caltagirone, al SS.mo Salvatore di Paternò e nei poliambulatori di Acireale, Bronte, Giarre, Pedara, San Giorgio-Librino, Vizzini e al Pta San Luigi (4 mammografi). La procedura di acquisto è stata gestita dal provveditorato dell’Asp, diretto da Pietro Galatà, nell’ambito del programma di ammodernamento delle attrezzature elettromedicali (responsabili Giovanni Vinciguerra e Antonella Gioia) in collaborazione con il direttore del dipartimento di Scienze radiologiche, Vincenzo Ricceri, e l’ingegnere clinico Carmelo Mazzeppi.

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