“Fa rabbia che girasse indisturbato”

Messina Denaro. Il capo dei vigili di Campobello: "Si muoveva come uno qualsiasi"

Starebbe parlando con i pm Andrea Bonafede, l’uomo che ha “prestato” l’identità al boss Matteo Messina Denaro. Con i magistrati avrebbe fatto mezze ammissioni dicendo di conoscere il capomafia fin da ragazzo e di essersi prestato a comprare, con i soldi del padrino, la casa in cui questi ha passato l’ultimo anno. L’immobile, in pieno centro abitato, a Campobello di Mazara, risulta intestata infatti a Bonafede. Il geometra risulta indagato per associazione mafiosa.

“L’immagine che si conosceva di Messina Denaro è un po’ diversa rispetto al suo aspetto odierno – dice Giuliano Panierino, comandante della polizia municipale di Campobello di Mazara – . Possibile che anche io lo abbia potuto incontrare da qualche parte. Fa più rabbia, perché un personaggio del genere ha potuto vivere indisturbato in questo territorio. Guardandolo attentamente ho visto tratti che riconducevano alla vera faccia di Messina Denaro, alla renderizzazione ricostruita dagli investigatori. Certo, non era in un luogo qualsiasi”.

Messina Denaro agiva come un normale cittadino, usciva da casa. “Meno ti muovi in modo circospetto – dice ancora il comandante dei vigili urbani -, meno dai nell’occhio. Diverse persone lo vedevano anche nelle pizzerie della zona, conduceva una vita molto normale”. Secondo le informazioni apprese dal comandante della polizia municipale, Messina Denaro, alias Andrea Bonafede, “da almeno un anno abitava in questa casa. Bisogna capire a che titolo vi risiedeva”. “Avevo la consapevolezza che fosse qui in giro, nelle frazioni, nelle campagne. Fa rabbia perché un personaggio di questo genere ha vissuto indisturbato in questo territorio, potrebbe esserci qualcuno che lo ha riconosciuto ma non ha parlato”.

 

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