Nella serie tv il ponte c’è già: e crolla

di Francesca Magrì. In 'The bad guy' sotto accusa le imprese mafiose negli appalti: le reazioni

 

È piena di sorprese e ritmo la serie crime, originale italiana, The bad guy, interpretata da Luigi Lo Cascio e Claudia Pandolfi e diretta da Giuseppe Stasi e Giancarlo Fontana. In onda su Prime Video racconta una storia di ‘mafia drogata’ e felicemente sopra le righe, una sorta di dark comedy piena di colpi di scena. Uno in particolare ha colpito il pubblico delle serie tv: il crollo del ‘mitico’, e mai realizzato, Ponte sullo Stretto di Messina, a seguito del quale si indaga sul coinvolgimento di imprese mafiose negli appalti.

Tanti i commenti, più o meno favorevoli, alla trovata degli sceneggiatori. Il senatore messinese Nino Germanà scrive sul suo profilo Fb: “Pare che a fare da cornice a ‘The bad guy’, serie Amazon nella quale il protagonista è un magistrato accusato di associazione mafiosa, sia uno scenario distopico nel quale il Ponte sullo Stretto crolla e si indaga sul coinvolgimento di imprese mafiose negli appalti. L’antico stereotipo, per il quale un’opera costruita in Sicilia non può essere immune da ingerenze della mafia, fa male al Paese”. Per il Movimento 24 Agosto Equità Territoriale, “il trionfo dei pregiudizi in una pessima pagina di storia televisiva”.

A fargli da contralto, diversi utenti del social network: “È bello vedere i messinesi e soprattutto alcuni esponenti politici che s’indignano… scusate se hanno pensato di menzionarci anche se solo per fantascienza… e non vi indignate anzi non vi vergognate di tutte le realtà, no finte, vere verissime di opere incompiute, di strade e autostrade fatiscenti, di gare d’appalto truccate, di quotidianità di doppia fila ovunque…”, scrive Katia. Per Andrea, “The bad guy è una specie di metaverso dove c’è pure il Ponte sullo Stretto, con il bene e il male che si confondono e soprattutto ti confondono. Se c’è una cosa che danneggia la Sicilia quasi quanto la mafia è la narrazione che di entrambe viene fatta: film orrendi, prodotti stereotipati, luoghi comuni da far accapponare la pelle. Ogni tanto ci sono delle felici eccezioni, per fortuna. Regia perfetta”.

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