Frode milionaria a Caltanissetta

False fatture: così una ditta di pneumatici si avvantaggiava sulla concorrenza NOMI - VIDEO

CALTANISSETTA – I carabinieri e la guardia di finanza di Caltanissetta hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di undici persone indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata all’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. L’indagine, coordinata dalla Procura, è stata avviata nel 2020 e avrebbe permesso di disarticolare un presunto sodalizio composto da imprenditori che, attraverso una ‘frode carosello’, avrebbero ottenuto un indebito risparmio d’imposta, simulando una serie consecutiva di vendite di prodotti mai usciti dai magazzini della società venditrice, con la collaborazione di aziende estere e italiane rivelatesi delle “cartiere”. 

Così frodavano il fisco

Così frodavano il fisco

Il gruppo aveva collegamenti anche nella Repubblica Ceca, dove sarebbero stati creati soggetti giuridici fittizi necessari per la realizzazione delle frodi. Il meccanismo, emerge dalle indagini, sarebbe stato realizzato per favorire, in modo prevalente, una società di San Cataldo che avrebbe omesso di versare imposte per circa 2,5 milioni di euro, derivate da un fittizio fatturato di circa 8 milioni di euro. Questo meccanismo, contesta la Procura di Caltanissetta, le avrebbe “assicurato una posizione di supremazia nel mercato degli pneumatici, venduti al pubblico a prezzi notevolmente inferiori a quelli determinati dalle regole della concorrenza, a svantaggio delle imprese rivali”.

Tre degli indagati, considerati costitutori, promotori e organizzatori del sodalizio, sono stati posti agli arresti domiciliari. Gli altri otto sono stati sottoposti alla misura dell’interdizione dall’esercizio delle attività di impresa e al divieto d’assunzione di uffici direttivi delle persone per la durata di un anno. Parallelamente, è stato eseguito un sequestro preventivo di circa 2,5 milioni di euro. 

Ecco le 11 le misure cautelari emesse dal Gip Emanuela Carrabotta nell’ambito dell’operazione denominata ‘Chicane’. Ai domiciliari sono finiti Lirio Orlando, 60 anni di San Cataldo, Oto Santuori, 53 anni di Ariano Irpino (Av) e Luigi Ragazzo, 49 anni di Paduli (Bn), mentre la misura interdittiva del divieto di esercizio dell’attività di impresa per la durata di 12 mesi è stata applicata a Emanuele Santuori, 23 anni di Ariano Irpino (Av), Maria Pia Raccioppi, 39 anni Benevento, Andriy Kanya, 39 anni di origini ucraine, Carmine Iannicelli, 41 anni, di Benevento, Alessandro Stefano Rasola, 40 anni di Barletta, Carlo Ballarino, 39 anni di Cerignola (Fg), Vincenzo Menafro, 60 anni di Orta Nova (Fg) e Roberto Menafro, 47 anni di Orta Nova. 

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