Mafia a Randazzo: 21 arresti, coinvolto il sindaco

Operazione contro i Sangani, legati ai Laudani: pizzo, droga e armi da guerra, ma anche il controllo sul Comune NOMI - VIDEO

CATANIA – Un’operazione da oltre duecento militari. Nelle prime ore del mattino, su delega della Direzione distrettuale antimafia, i carabinieri hanno eseguito nelle province di Catania, Cagliari e Riccione un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 21 persone indagati per associazione di tipo mafioso, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e munizioni, aggravati dal metodo mafioso. Nei confronti di altri 13 individui, invece, è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini.

Armi e droga: stop al clan etneo

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Decisive le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmelo Porto (che ha confermato la presenza storica del gruppo sul territorio). Gli investigatori hanno monitorato le evoluzioni delle dinamiche del clan “Laudani”, anche noti come “mussi ‘i ficurinia”, individuandone l’attuale “responsabile per l’area di Randazzo”, ovvero Salvatore Sangani, detto Turi, referente di zona per Paolo Di Mauro, deceduto nel corso dell’indagine e figura apicale, finché in vita, dei “Laudani” per l’intera fascia jonico-etnea.

Turi, a partire dal febbraio 2008, appena riacquistata la libertà, sostituendosi al fratello Oliviero (detenuto per omicidio plurimo) avrebbe impresso nuovo slancio alle attività criminali, incrementando, in particolare, sia le estorsioni ai danni di imprenditori locali, sia il traffico di sostanze stupefacenti. Nella quotidiana gestione delle attività illecite avrebbe costantemente adottato particolari cautele per evitare che le sue conversazioni potessero essere ascoltate dalle forze dell’ordine, come l’utilizzo di una rete telefonica riservata, caratterizzata da utenze intestate a ignari cittadini extracomunitari, sostituite di frequente. E ancora, il ricorso a nomi in codice per indicare le sedi, di volta in volta diverse, deputate alla trattazione delle varie questioni di interesse del clan, che doveva avvenire esclusivamente in presenza. In quelle occasioni Sangani avrebbe sempre imposto ai suoi interlocutori di non portare i cellulari al seguito.

In un quadro così articolato, avrebbero rivestito un ruolo di particolare rilievo sia i figli di Sangani, Francesco e Michael, sia suo nipote, Samuele Portale. Quest’ultimo, in qualità di braccio destro dello zio Turi, evitando l’esposizione diretta dello stesso nella gestione degli affari illeciti della “famiglia” relativi agli approvigionamenti degli stupefacenti, avrebbe mantenuto in particolare i contatti con altre organizzazioni.

Le indagini avrebbero, inoltre, hanno fatto emergere, in occasione delle elezioni amministrative del Comune di Randazzo nel 2018, anche le interferenze del gruppo sull’amministrazione comunale e, in particolare, su tre rappresentanti attuali e passati del Comune, ovvero Francesco Giovanni Emanuele Sgroi, all’epoca delle indagini e tuttora sindaco in carica, Carmelo Tindaro Scalisi, prima consigliere comunale e ora presidente del consiglio comunale, e Marco Crimi Stigliolo, consigliere comunale nella precedente amministrazione, sempre guidata dal sindaco Sgroi. I tre indagati “avrebbero accertato, in cambio di voti portati da appartenenti al gruppo mafioso, di elargire posti di lavoro e la fruizione di alloggi popolari”.

Il clan prosperava con le estorsioni ai danni di imprenditori del catanese, un fiorente traffico di cocaina, hashish e marijuana, gestito direttamente da Portale e dai figli di Turi Sangani, ma anche un ingente traffico illecito di armi, anche da guerra, costituenti un vero e proprio arsenale, custodite da Marco Portale (fratello di Samuele). Degno di nota poi il controllo, capillare e asfissiante, ai danni di solide attività economiche, anche attraverso l’imposizione di assunzioni di alcuni sodali del clan in quelle ditte.

Le estorsioni, che servivano al mantenimento delle famiglie degli affiliati detenuti, sarebbero state eseguite da soggetti insospettabili, apparentemente del tutto estranei all’organizzazione criminale, ma chiaramente percepiti dalle vittime come mandati dal clan. In alcuni casi la richiesta estorsiva veniva “annunciata” dal sodalizio attraverso il posizionamento di una bottiglia contente liquido infiammabile all’esterno della attività commerciale, accompagnata da un pizzino con la scritta: “cercati l’amico buono”.

Al riguardo i carabinieri hanno intercettato un ‘esattore’ insospettabile che aveva appena riscosso circa 4.000 euro da un imprenditore randazzese. Quest’ultimo, in passato, era già stato vittima di pressanti richieste e di una serie di danneggiamenti.

Nel corso delle investigazioni i carabinieri hanno effettuato 15 arresti in flagranza di reato, in una circostanza per “detenzione illegale di numerose armi e munizioni anche da guerra” e nelle altre quattordici occasioni per “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”. A testimonianza dell’indice di mafiosità delle persone coinvolte, uno degli arrestati, Samuele Portale, aveva chiamato i suoi due cani Messina e Denaro, con chiaro riferimento al superlatitante Matteo Messina Denaro.

Ai 21 destinatari della misura della custodia cautelare in carcere si aggiungono 13 persone nei confronti delle quali sarà notificato l’avviso di conclusione delle indagini.

Persone destinatarie della misura:

CUSTODIA IN CARCERE:
SANGANI Salvatore, detto ‘Turi’ nato a Randazzo (CT) il 03/08/1964;
SANGANI Francesco, detto ‘Paolo’ nato a Taormina (ME) il 16.03.1986;
PORTALE Samuele, nato a Catania il 21.06.1988;
PAGANO Pietro, detto ‘Piero’ nato a Bronte (CT) il 25.04.1981;
LO GIUDICE Vincenzo, detto ‘mastro’ nato a Randazzo il 22.08.1965;
FARINA Giovanni, nato a Randazzo il 05.07.1985;
CRASTÌ SADDEO Salvatore, detto ‘u niuru’ nato a Randazzo (CT) il 11.05.1976;
SANGANI Michael, nato a Bronte (CT) il 04.01.1995;
PORTALE Marco, nato a Bronte (CT) il 24.04.1982;
GULLOTTO Francesco, detto ‘Ciccio’ nato a Catania il 05.11.1977;
ROSTA Fabrizio, detto ‘panzerotto’ nato a Bronte (CT) il 14.08.1991;
GULLOTTO Vincenzo, detto ‘breakdance’ nato a Bronte (CT) il 11.01.1974;
COSTANZO ZAMMATARO Giuseppe, detto ‘Pippo u’pazzu’ nato ad Acireale (CT) il 26.03.1963;
SCIAVARELLO Giuseppe, nato a Catania il 21.02.1980;
MANGIONE Alfredo, detto ‘u’ cumpari’ nato a Randazzo il 12.05.1968;
CAMARDA Daniele, detto ‘parillitta’ nato a Bronte (CT) il 01.12.1970;
BONFIGLIO Salvatore, detto ‘Turi’ nato a Bronte (CT) il 05.09.1990;
RUSSO Salvatore, nato a Bronte (CT) il 23.03.1996;
CANTALI Christian, detto ‘San Martino’ nato a Taormina (ME) il 16.09.1997;
RAPISARDA Francesco, detto ‘ciccio ninfa’ nato a Catania il 13.03.1975;
LUPICA TONNO Antonino, detto ‘Nino’ nato a Bronte (CT) il 27.02.2001.

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