Case pronte ma vuote: rabbia a Librino

di T. Demana. Graduatorie ritardano, niente consegna: e la gente protesta

CATANIA – Case pronte da 24 mesi e mai consegnate: è l’ennesimo paradosso di Catania che in piena emergenza abitativa si ritrova con centinaia di persone in attesa di un alloggio popolare. Alcune di loro, assieme ai sindacati, si sono ritrovate davanti alle abitazioni di viale Moncada 16, a Librino per chiedere con un sit-in l’assegnazione dei 24 alloggi dopo averli visti costruire, prendere forma, ultimare e mai consegnare a causa del ritardo della pubblicazione delle graduatorie definitive

“La casa è un diritto”, dice Francesco Camarda dell’Uniat, che punta il dito contro la burocrazia, sollecitando il Comune a intervenire per dare una risposta. Anche Sunia e Sicet criticano l’amministrazione: “Attendiamo da settimane la pubblicazione delle graduatorie definitive ‘sfrattati e disagio socio-economico’ nei cui elenchi risultano inseriti oltre 1.700 concorrenti che hanno presentato al Comune di Catania la richiesta per l’assegnazione di un alloggio di edilizia pubblica – si legge nel volantino distribuito stamattina -. Oltre a queste graduatorie, nel mese di giugno di quest’anno è stata pubblicata la graduatoria definitiva per l’assegnazione di alloggi di edilizia pubblica di proprietà dell’Iacp di Catania, nei cui elenchi risultano inserite circa 3.800 famiglie”.
 
Il crescente disagio abitativo a Catania è anche legato al numero elevato di sfratti per morosità emessi nei confronti di centinaia famiglie che, anche a causa della crisi economica determinatasi con il Covid e al caro bollette, non hanno più potuto provvedere al pagamento del canone di locazione o alle rate del mutuo. I dati pubblicati dal ministero degli Interni hanno evidenziato per la città di Catania un incremento del 45,16%. “Eppure – sostengono i sindacati – il Comune potrebbe dare risposte anche ad un altro gruppo di famiglie in emergenza con i circa 150 alloggi da riqualificare nelle 2 Torri a Librino (viale San Teodoro e viale Biagio Pecorino) per i quali sono stati stanziati 12 milioni di euro con i fondi comunitari 2014-2021, di cui si rischia di perdere la disponibilità, e con i 64 alloggi da realizzare a Librino per i quali sono stati assegnati al Comune di Catania 15 milioni di euro con i fondi del Pnrr. Altre soluzioni potrebbero arrivare dallo stanziamento di 1 milione e seicento mila euro previsti per la riqualificazione degli immobili requisiti alla mafia e dalla nuova programmazione comunitaria che potrebbe prevedere la riqualificazione ai fini abitativi dei tanti immobili pubblici dismessi. Ovviamente non vanno cercate solo soluzioni a breve termine ma occorre anche programmare la realizzazione di nuovi alloggi con finanziamenti pluriennali”. La patata bollente finirà nelle mani del nuovo commissario straordinario Federico Portoghese.
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