Come cambiare i pronto soccorso in Sicilia

di Nuccio Sciacca. Presentata dai sindacati medici una proposta condivisa

Gli atti di violenza nei pronto soccorso siciliani sono il segno di una criticità organizzativa sulla quale non si può più rimanere inerti. Ne sono convinti i rappresentanti delle sigle sindacali mediche Aaroi Emac, Anaao Assomed, Fassid, Cgil Fp medici, Cisl medici, Fvm e Uil Fp medici, che hanno elaborato un documento contenente una serie di proposte per l’assessore alla Salute. 

Si tratta di 13 punti programmatici. Al primo posto l’attivazione di un piano straordinario di assunzioni di medici con analoga procedura utilizzata per il contrasto al Covid a cui seguono: riservare agli assunti lo stesso trattamento economico corrisposto ai Medici assunti per il contrasto al Covid; attivazione di un servizio di vigilanza armata attiva h 24 nelle aree di pronto soccorso con almeno due vigilanti per turno; presenza dinamica di polizia e/o carabinieri con passaggi multipli nelle 24 ore, previa autorizzazione dei singoli prefetti, al fine di scoraggiare tentativi di aggressione al personale sanitario e garantire più sicurezza nei pronto soccorso; indennità economica integrativa legata alla funzione, da corrispondere ai medici dipendenti operanti nelle Mcau; rivalutazione della indennità di servizio di guardia in pronto soccorso; revisione delle dotazioni organiche e del piano del fabbisogno delle aziende con eventuale anticipazione delle assunzioni programmate negli anni a venire al fine di rendere strutturale l’intervento di rimodulazione degli organici; creazione di un percorso legato al training on the job, favorendo l’ingresso nel mondo del lavoro a chi specialista non è, garantendo un percorso professionale di tutela e di immissione alla scuola di specializzazione; rimodulare il comma 2 art.5 del nuovo accordo regionale della Emergenza sanitaria territoriale, ancora in attesa di pubblicazione, incentivando maggiormente le attività in plus orario che comprende anche i pronto soccorso e particolarmente riguardo alle attività notturne e festive; ampliare la presenza nei pronto soccorso di personale sanitario e sociosanitario per affrontare le molteplici problematiche che, oltre ad avere una componente medica, sono accompagnate da difficoltà psicologiche, relazionali e sociali ricordando che ampie fasce di popolazione individuano nei pronto soccorso il luogo di elezione per affrontarle per la mancanza di punti di riferimento nei servizi territoriali.

Infine le richieste che l’assessorato in base alla programmazione sanitaria regionale definisca delle linee guida che le aziende del Ssr utilizzino nella individuazione delle tipologie di incarico e nella graduazione delle funzioni dirigenziali da assegnare ai medici/sanitari dei pronto soccorso, in base all’impegno professionale, definisca delle linee guida, che le aziende dovrebbero implementare, riguardanti l’acquisizione di competenze relazionali e comunicative inerenti la gestione dei conflitti e nella comunicazione di informazioni sanitarie con elevato impatto emotivo nei pazienti e che venga istituito un tavolo tecnico per la valutazione dello stress lavoro correlato nelle aree aziendali critiche, con lo scopo di proporre ipotesi di intervento per il miglioramento delle condizioni di lavoro dei sanitari che operano in aree a rischio come i pronto soccorso.

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