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03 Dic 2021

S. Agata, la “mamma” torna all’antico splendore

SiciliaS. Agata, la "mamma" torna all'antico splendore

CATANIA – Restauro in corso nella chiesa San Nicolò l’Arena per la candelora dei panettieri nell’edificio monumentale di piazza Dante. Una certosina opera di ricostruzione, curata da esperti restauratori e la supervisione della Sovrintendenza con l’obiettivo di riportare all’antico splendore uno dei simboli della tradizione agatina. Un lavoro di restyling che il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, ha voluto vedere personalmente, insieme all’assessore alla Cultura Barbara Mirabella e al presidente della commissione consiliare Cultura Giovanni Grasso.

“Grazie a tutti questi interventi, realizzati con i fondi della tassa di soggiorno e senza gravare sulle tasche dei nostri concittadini, stiamo restituendo alla nostra comunità e ai turisti beni culturali di pregio. E’ un impegno che avevamo assunto lo scorso anno durante le festività agatine – afferma il sindaco Salvo Pogliese – che stiamo mantenendo: dopo oltre 23 anni si restaura la prima delle quattordici candelore, la più importante in termini di peso, 800 chilogrammi e di altezza, oltre sei metri. Sono felice che tutto ciò accada all’interno di una splendida location qual è la chiesa di San Nicolò l’Arena, che è stata anche oggetto di un’altra opera di restauro, quella dei portoni della fine dell’Ottocento che ora sono ritornati al colore originario, con un delicato lavoro di restauro, anch’essi dopo decenni di incuria. Nella speranza, per quanto riguarda ovviamente le candelore, che il 2022 possa farci ritornare alle festività agatine come le avevamo sempre vissute e con i percorsi lungo le vie e i quartieri ravvivati da centinaia di migliaia di fedeli, pronti anche ad applaudire i portatori delle candelore che svolgono un difficile servizio per mantenere viva la tradizione”.

Alla verifica del sindaco erano presenti anche il presidente del I Municipio Paolo Fasanaro, il presidente del Comitato dei festeggiamenti agatini Riccardo Tomasello, il capo di gabinetto Giuseppe Ferraro, il direttore della Cultura Paolo di Caro con la funzionaria comunale Valentina Noto e padre Antonio Di Maria, rettore della chiesa attigua al monastero dei benedettini.

Le 14 candelore, che sono tutte ospitate a San Nicolò l’Arena, rappresentano uno dei riferimenti principali della tradizione agatina, che l’Amministrazione comunale ha voluto tutelare disponendo accurati lavori di ripristino, a partire dal cereo dei panettieri e, a seguire, da tutti gli altri che in realtà hanno necessità di interventi di minore portata.

Il restauro della ‘mamma’ come viene ancora chiamata la candelora dei panettieri per la sua imponenza e la caratteristica andatura, è in corso all’interno della Chiesa di San Nicolò l’Arena e grazie ad un ponteggio mobile, viene ammirata dal vivo da turisti e cittadini.

I lavori sono curati da esperti restauratori specializzati nei beni culturali e artistici del laboratorio Calvagna, e si concluderanno nel mese di dicembre prima delle celebrazioni del prossimo inverno. La sollecitazione al restauro dei cerei è arrivata all’Amministrazione comunale e dai numerosi devoti e portatori delle candelore, ma anche dal presidente del comitato dei festeggiamenti Riccardo Tomasello.

La candelora dei panificatori era quella con necessità più urgenti di cure strutturali, anche per via di fessurazioni che ne stavano danneggiando i preziosi rivestimenti col rischio di danni irreversibili alle colorazioni originarie.

I lavori hanno avuto una prima fase di disinfestazione – hanno spiegato gli operatori – per passare quindi alla revisione strutturale, la pulitura, l’integrazione delle parti mancanti in modo da rendere stabile la candelora e garantire la vita anche nei prossimi decenni. Il cereo dell’antica corporazione dei fornai, realizzata nel 1903 da esperti artigiani dell’epoca, è la maggiore per stazza e altezza delle candelore che durante i festeggiamenti sfilano per le vie della città, animando i momenti salienti delle celebrazioni agatine. Per essere trasportata da un punto all’altro della città, necessita di ben 12 portatori e rappresenta una delle attrazioni principali nei giorni della festa.

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