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02 Dic 2021

Autostrade, proclamati altri cinque giorni di sciopero

SiciliaAutostrade, proclamati altri cinque giorni di sciopero

MESSINA – Fumata nera in Prefettura a Messina ed è muro contro muro tra sindacati e Consorzio autostrade con Filt/Cgil, Fit/Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Sla Cisal che confermano altre cinque giornate di sciopero dopo la prima serrata avvenuta domenica scorsa.

“II Cas è un ente allo sbando – dichiarano le segreterie di Filt/Cgil Fit/Cisl Uiltrasporti Ugl e Sla Cisal – strozzato dalla politica e dalla burocrazia con un’evidente crisi gestionale. I lavoratori sono penalizzati e gli utenti sono costretti a percorrere autostrade ridotte per larghe tratte a ‘trazzere’ con problemi di sicurezza evidenziati dal ministero. Di fronte a questa situazione siamo costretti a scioperare – continuano i sindacati – anche dopo incontro in Prefettura convocato dal vice capo gabinetto, Cosimo Gambadauro, che ha tentato di trovare una soluzione in extremis. Non sono state sufficienti le rassicurazioni dei vertici del Cas, rappresentato dal direttore generale Salvatore Minardi e dal consigliere di amministrazione Chiara Sterrantino”.

“Secondo quanto dichiarato dai vertici, Il Cas si appresterebbe il prossimo mercoledì a predisporre le delibere necessarie per l’applicazione del contratto ai lavoratori, atti che poi dovranno passare al vaglio della Regione. Questi sindacati hanno tentato da marzo scorso di trovare un’intesa con il Cas e oggi temiamo il ripetersi del solito cortocircuito con la Regione che non ha consentito il dovuto riconoscimento economico e normativo del contratto delle Autostrade. L’ente, divenuto economico dal febbraio 2021, continua a mostrare la solita faccia del carrozzone succube della politica e della burocrazia senza un piano industriale e un fabbisogno organico condiviso. Gli unici interventi di gestione si rilevano a danno dei lavoratori e persino lesivi in questi giorni dei diritti di sciopero – concludono i sindacati – e per questo viene confermata l’azione di protesta proclamata a partire dal 1° ottobre che sarà solo l’inizio di un autunno caldo di proteste e denunce”.

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