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27 Nov 2021

Giallo Denise, indagati Corona e Della Chiave

SiciliaGiallo Denise, indagati Corona e Della Chiave

MAZARA DEL VALLO (TRAPANI) – Ci sarebbe un svolta nelle indagini che riguardano il caso Denise Pipitone, la bambina scomparsa il primo settembre del 2004. Nel corso della trasmissione Quarto Grado, andata in onda ieri su Rete 4, è stata data la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Anna Corona e Giuseppe Della Chiave.
L’indiscrezione non ha ancora trovato conferme dalla Procura di Marsala, che nei giorni scorsi aveva riaperto l’inchiesta sul rapimento della bimba e che sta nuovamente analizzando alcune intercettazioni.
Anna Corona è l’ex moglie di Pietro Pulizzi, attuale marito di Piera Maggio e padre naturale di Denise Pipitone, ed è anche la madre di Jessica Pulizzi, sorellastra della bimba, processata e assolta in via definitiva dall’accusa di sequestro di persona. Anche Anna Corona era stata inizialmente indagata, ma la sua posizione era stata poi archiviata.
“Ho appreso la notizia della presunta iscrizione nel registro degli indagati della mia assistita dalle televisioni. A noi non risulta. Chiederemo ufficialmente alla Procura di Marsala se effettivamente sono state riaperte le indagini”, dice l’avvocato Gioacchino Sbacchi, che insieme all’avvocato Fabrizio Torre difende la Corona.
Sbacchi è stato anche difensore di Giulio Andreotti nel processo di Palermo. “Trovo singolare – aggiunge – che ci si muova solo perché le televisioni fanno baccano o perché le popolane della rivoluzione francese invocano la testa di qualcuno”.
Giuseppe Della Chiave è nipote di Battista Della Chiave, il testimone sordomuto, oggi deceduto, che aveva rivelato di aver visto la piccola Denise in un capannone di Mazara del Vallo in braccio al giovane intento a fare una telefonata.
Secondo il racconto di Battista Della Chiave, la bimba dopo essere stata rapita sarebbe stata portata con un motorino verso un molo, avvolta in una coperta, prima di essere caricata su una barca.
La testimonianza di Della Chiave, raccolta dall’avvocato Giacomo Frazzitta, legale della famiglia di Denise, era stata contestata dai suoi familiari che avevano sostenuto come l’uomo non conoscesse il linguaggio dei segni. Davanti ai magistrati, con l’ausilio di un consulente, il testimone si era avvalso della facoltà di non rispondere.
Nei giorni scorsi Frazzitta ha ricevuto una lettera anonima, consegnata alla Procura di Marsala, nella quale un testimone oculare riferirebbe di avere visto Denise in auto con altre persone, poco dopo il rapimento, mentre piangeva e chiedeva aiuto.

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