Il Catania scivola dall’altalena

a.cig.) Uno scivolone alla fine dell’altalena. Dopo aver fatto un fugace pensierino al quarto posto e aver difeso la posizione sino a una manciata di minuti dallo scadere, il Catania si fa soffiare in extremis la quinta piazza dalla Juve Stabia, che a Terni riesce a imporsi per 4-3 in un rocambolesco finale.

Sotto di un gol e con un uomo in meno a 10′ dalla fine, gli stabiesi piazzano un clamoroso ribaltone contro la corazzata di Lucarelli, sin qui sconfitta solo una volta in tutto il torneo, andando a segno per due volte tra il minuto 88 e il minuto 93 grazie a un rigore e un’autorete che valgono il sorpasso: 61 punti per le vespe, 59 per i rossazzurri. Che adesso potrebbero riagganciare i gialloblu solo in virtù dell’eventuale cancellazione del -2 da parte del Collegio di garanzia del Coni nell’udienza fissata per mercoledì 5 maggio.

Se così non sarà, il Catania resterà al sesto posto e affronterà domenica prossima, in gara secca al Massimino, lo stesso Foggia, che ha chiuso da nona. Situazione tutto sommato simile all’eventuale sfida con la Casertana, decima in graduatoria, ma che cambia non poco in ottica secondo turno, quando potrebbe delinearsi una trasferta, sempre in gara secca, proprio contro la Juve Stabia con obbligo di vittoria esterna per accedere alla fase nazionale.

In un ultimo turno pieno di gol ed emozioni in tutti i campi con conseguente griglia degli spareggi rivoluzionata più volte, i rossazzurri possono rammaricarsi del sorprendente ko della capolista ma non devono addebitare ad altri il sorpasso subito. Vincendo allo Zaccheria almeno il 5° posto sarebbe stato certo.

Pensare ai play off avrebbe voluto dire mettere al sicuro in primis il proprio piazzamento e invece Baldini ragiona (troppo) in prospettiva lasciando in panca il diffidato Maldonado (salvo poi farlo entrare a 5′ dallo scadere) e ridisegnando di conseguenza una squadra che aveva già 7 indisponibili.

Si torna al 4-3-3, ma con Izco, Dall’Oglio e Welbeck in mediana e Pinto esterno d’attacco a piede invertito sulla destra nel tridente e rilevato in difesa da Zanchi, piazzato a sinistra per completare la linea con Calapai, Claiton e Silvestri.

L’assenza di un play vero, una delle novità maggiormente positive della nuova gestione tecnica, impoverisce geometrie e palleggio dei rossazzurri, che potrebbero sbloccare la gara dopo dieci minuti, quando Golfo controlla male un traversone di Calapai.

Gli equilibri in mezzo non sembrano dei migliori e il Foggia, a sua volta in formazione rimaneggiata, ne approfitta passando in vantaggio con Curcio, grande ex della gara, che sfrutta un’uscita a vuoto di Martinez su corner di Di Jenno e la blanda marcatura di Izco per girare in porta di testa.

Cinque minuti ed è 2-0: Izco libera male dalla linea di fondo consegnando palla ai rossoneri che fraseggiano bene sullo stretto e fanno centro con un tocco sotto misura di D’Andrea, lesto ad anticipare Silvestri e Martinez sull’assist del solito Curcio.

Botta bruciante, anche perché nel frattempo il Bari, che poi vincerà 2-1, sta perdendo in casa col Bisceglie e a Terni la Juve Stabia è già passata in vantaggio. Il Catania cerca di reagire, si rende pericoloso con un colpo di testa oltre la traversa di Silvestri e dimezza le distanze con l’azione meglio congeniata del primo tempo: affondo di Zanchi sulla sinistra, cross ben calibrato e correzione vincente di Golfo ad anticipare l’incerto Di Stasio, portiere di riserva schierato al posto dell’indisponibile Fumagalli.

Non una grande serata per i due estremi difensori. I rossazzurri dovrebbero approfittarne cercando di più la porta. Quando lo fanno, è quasi gol: un sinistro dal limite di Pinto esce d’un soffio a Di Stasio ampiamente battuto.

Baldini rileva Calapai con Albertini in avvio di ripresa e vede i suoi aumentare la pressione. Proprio il nuovo entrato ha un’ottima palla per pareggiare, ma sballa la conclusione da pochi metri su imbeccata di Golfo.

Il tecnico rossazzurro gioca anche la carta Piccolo, da rodare in vista degli spareggi, riportando Pinto nel suo ruolo naturale al posto di Zanchi e poi aumenta il peso offensivo inserendo Manneh per Izco.

Il pareggio matura qualche minuto più tardi coinvolgendo tutti i subentrati. E’ una combinazione Piccolo-Albertini sulla destra a portare al cross che trova Manneh libero di girare in porta di testa da pochi passi: palla clamorosamente sul palo, ma ripresa dall’accorrente Golfo che scaraventa in rete per la doppietta personale.

Restano 13′ per cercare la vittoria che metterebbe al riparo il Catania da qualsiasi brutto scherzo, ma i rossazzurri, che perdono per infortunio Welbeck e riequilibrano l’assetto con gli innesti di Maldonado e Rosaia, non riescono più a rendersi davvero pericolosi.

Il 2-2 sembra bastare per conservare il quinto posto che garantirebbe i primi due turni dei play off in casa con due risultati su tre a disposizione. A Terni la Juve Stabia perde 3-2 e ha un uomo in meno. Al Liberati, però, succede l’impensabile e la beffa è servita. Ma il Catania deve rammaricarsi soprattutto con se stesso.

FOGGIA-CATANIA 2-2
Foggia (3-5-1-1): Di Stasio 5; Germinio 6, Salvi 6 (18′ st Del Prete 6), Galeotafiore 5.5; Kalombo 6, Vitale 5.5 (18′ st Iurato 6), Rocca 6 (45′ st Dell’Agnello sv), Garofalo 5.5 (18′ st Morrone 6), Di Jenno 6; Curcio 7; D’Andrea 6.5 (26′ st Balde sv). In panchina: Sarracino, Jorio, Moreschini, Dema, Pompa, Cardamone, Nivokazi. Allenatore: Marchionni 6.
Catania (4-3-3): Martinez 5; Calapai 6 (1′ st Albertini 5.5), Claiton 5.5, Silvestri 5.5, Zanchi 6.5 (12′ st Piccolo 6); Dall’Oglio 6, Izco 5 (23′ st Manneh 6), Welbeck 6 (40′ st Rosaia sv); Pinto 6, Reginaldo 5.5, Golfo 7 (40′ st Maldonado sv). In panchina: Santurro, Vrikkis, Sales. Allenatore: Baldini 5.
Arbitro: Arace di Lugo di Romagna 6.
Reti: 15′ pt Curcio, 20′ pt D’Andrea, 34′ pt e 31′ st Golfo.
Note: ammoniti Claiton, Pinto, Iurato, Di Stasio, Albertini. Angoli: 1-4. Recupero: 0′, 5′.


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