Open Arms, Salvini: “Ho difeso le leggi”

Udienza preliminare a Palermo, l’ex ministro è imputato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. La difesa: “Il divieto di approdo deciso dall’intero esecutivo” VIDEO

Open Arms, Salvini: “Ho difeso le leggi”

PALERMO – Il leader della Lega Matteo Salvini si è presentato stamattina nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo per l’udienza preliminare in cui è imputato di sequestro di persona e rifiuto d’atto d’ufficio per aver vietato lo sbarco a Lampedusa, ad agosto del 2019, di 107 migranti soccorsi in mare dalla nave della ong spagnola Open Arms. Blindate le strade circostanti il bunker dove una decina di manifestanti hanno atteso invano Salvini che ha raggiunto l’aula da un’entrata secondaria.

L’udienza preliminare è cominciata con la richiesta di costituzione delle parti civili. Il gup Lorenzo Jannelli ha ammesso tutte le istanze. Le parti civili sono 18: alcuni dei profughi trattenuti a bordo, il comandante della Open Arms, il capo missione della ong catalana e diverse associazioni.

I pm hanno chiesto la correzione del capo d’imputazione, indicando in 147 i profughi trattenuti illegalmente a bordo della nave. Originariamente nell’atto di accusa era indicato il numero di 107.

“Il divieto di approdo della nave dell’ong Open Arms non fu una decisione individuale di Salvini, ma dell’intero esecutivo”, ha ribadito davanti al gup l’avvocato Giulia Bongiorno, legale di Salvini. La Bongiorno ha chiesto di poter produrre agli atti dell’udienza preliminare le dichiarazioni rese al gup di Catania dall’ex ministro delle Infrastrutture Toninelli nel procedimento in cui Salvini è imputato di sequestro di persona per una vicenda analoga. La penalista ha anche chiesto di depositare una serie di email della Open Arms di cui ha chiesto la traduzione.

La difesa del leader della Lega sostiene anche che a bordo della Open Arms potevano esserci persone potenzialmente pericolose. Per questo l’allora ministro dell’Interno Salvini era contrario al loro sbarco. In particolare – fanno sapere dalla difesa dell’ex ministro – il comandante della nave Marc Reig Creus era già indagato per violenza privata e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per essersi diretto a bordo della Open Arms verso le coste italiane costringendo le autorità a concedere l’approdo. Il dato emergerebbe da documenti della procura di Ragusa.

Dato confutato dall’accusa. I pm hanno prodotto il certificato del casellario giudiziario che attesta che il comandante della imbarcazione catalana Reig Creus è incensurato.

Le prove chieste dalle difese sono state ammesse. L’udienza è stata rinviata al 14 gennaio (e poi al 20 marzo) per il conferimento dell’incarico al perito che dovrà tradurre dallo spagnolo le email della ong. La procura di Palermo non si è opposta alle richieste probatorie ma si è riservata, dopo aver esaminato la documentazione, di chiederne l’esclusione dal procedimento.

“Durante il mio mandato abbiamo dimezzato gli sbarchi e non ci sono stati né morti né feriti nel Mediterraneo, sono assolutamente tranquillo e orgoglioso di quello che ho fatto e di quello che, quando gli italiani potranno tornare a votare, tornerò a fare”, ha detto Salvini al termine dell’udienza preliminare.

“Quando tornano ad aumentare le partenze e gli sbarchi – ha aggiunto – aumentano i morti. Con l’attuale governo e con questo ministero si sono registrati morti e feriti”. Poi riferendosi al caso Open Arms ai cronisti che gli hanno chiesto se era a conoscenza delle condizioni dei migranti a bordo della nave ha risposto: “Era tutto sotto controllo”.

“La nave spagnola Open Arms disse no allo sbarco offerto da Malta, no ad approdare in Spagna nonostante due offerte delle autorità iberiche e no alla nave militare spagnola mettendo a rischio la salute dei migranti. Ora due dei profughi sono in carcere e 44 sono scomparsi perché sono fuggiti, ma a processo c’è il ministro che senza morti e feriti ha difeso le leggi e i confini del suo Paese”, ha detto ancora Salvini. “Mi trovo io sotto processo nell’aula bunker dove furono celebrati processi di mafia, ditemi voi…”.

“Il tempo è galantuomo – ha proseguito Salvini – mi spiace solo per il costo che la cittadinanza italiana sopporta per questi processi e per il tempo che faccio perdere alla magistratura. Ringrazio le forze dell’ordine impegnate in questo sabato e penso e spero che non vengano impegnate per i mesi a venire visto che a Palermo e in Italia ci sono altri problemi di sicurezza e processi su reati veri”.


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