Hotspot di Lampedusa, slitta svuotamento. Musumeci: “Da Conte vogliamo i fatti”

Il vento non permette alla nave quarantena di attraccare. Il governatore: "Il centro sta scoppiando. Misure fiscali? Cdm ha deliberato senza noi"

Doveva essere il giorno della chiusura dell’hotspot di Lampedusa giudicato dalla task force regionale totalmente inidoneo e privo delle più elementari norme igienico sanitarie volte a contenere i contagi da Covid. E invece nulla di fatto. Il vento ha impedito l’approdo della nave quarantena Rhapsody. Condizioni che, secondo le previsioni meteo in possesso della Capitaneria di porto, non dovrebbero cambiare prima di lunedì prossimo.
Sarebbero stati circa 800 dei 1.300 presenti sull’isola i migranti caricati a bordo, mentre l’altra nave quarantena, la Snav Adriatico, è stata assegnata a Pozzallo (Ragusa). Le altre tre imbarcazioni, noleggiate dal governo per fare effettuare la sorveglianza sanitaria ai migranti che sbarcano in Sicilia, sono invece: la “Allegra” a Palermo; la “Aurelia” a Trapani e la “Azzurra” ad Augusta (Siracusa). E poi il caso del migrante morto a Siculiana.
Una giornata che non è andata come auspicava il presidente Musumeci che affida ai social le sue considerazioni. “Valuteremo le misure varate dal Governo centrale su Lampedusa non appena sarà pubblicato il relativo decreto. Anche perché a Roma, in violazione dello Statuto autonomistico, hanno ritenuto di deliberare in assenza del presidente della Regione su una materia di interesse regionale”.
Il riferimento è alle misure fiscali per i lampedusani nel dl varato dal Cdm sugli ulteriori interventi anti-Covid in vista della ripresa della scuola. Il testo prevede che coloro che “hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio del Comune di Lampedusa e Linosa, la sospensione fino al 21 dicembre 2020 dei versamenti dei tributi nonché dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali”.
“Da quanto apprendiamo dalla stampa, sembrano esserci misure di primo sostegno, per l’emergenza economica che parte da quell’isola e coinvolge anche altre località siciliane, le più esposte in questo momento e tuttora non interessate da provvedimenti analoghi” spiega Musumeci.
“Al di là di misure economiche inadeguate, continuo a ripetere che esiste in Sicilia ed è sempre più forte una emergenza sanitaria, per la quale attendiamo fatti concreti – continua il presidente – Nel pomeriggio di ieri abbiamo trasmesso alle prefetture il documento della task force sanitaria sugli hotspot e sui centri di accoglienza. Lampedusa sta scoppiando. E ci aspettiamo che lo svuotamento dell’Isola avvenga oggi, come concordato nell’incontro romano”.
“Anche la tragica morte del giovane eritreo, scappato dal Centro di accoglienza, con il contestuale ferimento di tre agenti, suona a monito: questa situazione emergenziale non può essere trattata come ordinaria. E la sensazione è proprio questa”.

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