A Catania si muore ancora di coronavirus. Altri 12 malati, piano per gli aeroporti

In Sicilia 39 nuovi casi (solo 5 i migranti): il maggior numero nella provincia etnea, dove ha perso la vita un anziano. Più controlli sui voli provenienti da Spagna, Grecia, Croazia e Malta

A Catania si muore ancora di coronavirus. Altri 12 malati, piano per gli aeroporti

In Sicilia si muore ancora di coronavirus. Si registra una vittima a distanza di settimane dall’ultimo decesso: si tratta di un anziano catanese. I dati delle ultime 24 ore segnalano 39 nuovi casi (circa mille i tamponi effettuati). Tre i guariti, il totale degli attuali malati sale a 712.

Questa la divisione dei 39 positivi (ieri erano 46) per provincia: 12 a Catania, 9 a Ragusa, 8 a Trapani, 5 a Palermo (4 migranti), 4 a Siracusa (un migrante) e uno a Messina.

Solo 5 sono migranti, dunque sono 34 i contagi che fanno riferimento a siciliani; fra questi altri 10 fanno parte del cosidetto cluster maltese, dunque di rientro da quell’isola. Il numero delle persone ricoverate sale a 56, fra queste sono 51 le persone che necessitano di ospedalizzazione in regime ordinario mentre restano 5 quelle ricoverate in terapia intensiva.

ITALIA: SCENDONO I CONTAGI. In Italia calano i nuovi contagiati dal Covid: sono 479, 150 in meno di ieri. Ma sono significativamente diminuiti anche i tamponi fatti: 36.807, quasi 17 mila in meno di ieri. Quattro le vittime, dato analogo al giorno precedente. Veneto (78) , Lazio (68) e Lombardia (61) in testa tra le regioni col maggior numero di nuovi positivi. Nessun caso in Basilicata, Molise e Valle d’Aosta. I casi totali salgono a 253.915.

Continuano invece a crescere le persone attualmente positive: sono 14.733, 327 in più di ieri. Aumentano anche i ricoverati con sintomi (787, +23), le terapie intensive (56, +1) e quelli in isolamento domiciliare (13.890, +303). I dimessi e i guariti sono 203.786 (+146).

PIANO ANTI-COVID NEGLI AEROPORTI SICILIANI. Controlli e tamponi nei principali aeroporti siciliani sui voli provenienti da Spagna, Grecia, Croazia e Malta e nei porti di collegamento della Sicilia con l’Isola dei Cavalieri. E’ il piano per contrastare il diffondersi del Covid-19 varato dall’assessorato regionale alla Salute che ricalca attraverso una circolare (in cui si aggiunge anche la Croazia alle altre nazioni in osservazione) le disposizioni contenute nelle ordinanze del ministro della Salute e del presidente della Regione siciliana.

Nello scalo di Catania è stata già individuata un’area all’interno del terminal C dove tutti i passeggeri non residenti in Sicilia provenienti dai quattro Paesi comunitari, verranno sottoposti al tampone rinofaringeo. Stessa procedura anche all’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo dove per effettuare controlli e tamponi i sanitari della Regione adopereranno un’area dell’aerostazione dedicata. Negli altri scali siciliani non sono al momento schedulati voli da Malta, Grecia, Spagna e Croazia.

Secondo quanto previsto nell’ordinanza del ministro della Salute, i turisti potranno essere sottoposti al test entro le 48 dall’arrivo e proseguire la vacanza appena accertata la negatività al Coronavirus attraverso l’esame del tampone. In alternativa, possono esibire un’attestazione di averlo effettuato entro le 72 ore antecedenti l’arrivo nell’Isola.

I non residenti o non domiciliati in Sicilia, come previsto dalle ultime disposizioni del governatore Musumeci, dovranno comunque registrarsi al sito siciliasicura.com e scaricare l’app SiciliaSiCura. I siciliani residenti nell’Isola, provenienti dai Paesi coinvolti nella misura di contenimento dal contagio, possono invece raggiungere direttamente le proprie abitazioni senza effettuare le verifiche in aeroporto, ma osservando le disposizioni dedicate. Per i cittadini che vivono in Sicilia è previsto l’obbligo di registrazione al sito www.siciliacoronavirus.it e la quarantena al termine della quale verrà effettuato il tampone.

“Questa misura, già adoperata in inverno durante la fase acuta della pandemia per i siciliani provenienti dalle regioni del nord e dall’estero, ha consentito di fermare e circoscrivere sul nascere decine di focolai: poco meno del 10 per cento dei soggetti posti in isolamento, infatti, risultavano positivi pur non avendo alcun sintomo – dice l’assessorato alla Salute -. Sono esentati dalla quarantena gli operatori sanitari, i pendolari, e gli equipaggi dei mezzi di trasporto”.


Correlati