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18 Ott 2021

Mascherine a 20 euro, multato farmacista. Chiosco-bar viola il divieto e resta aperto

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Continua incessantemente a Catania l’attività di controllo del territorio da parte della polizia per verificare il rispetto delle prescrizioni imposte con i recenti decreti ministeriali sul coronavirus.
Numerosi i controlli su strada, 14 persone sono state denunciate per essere usciti dalle proprie abitazioni senza motivi di lavoro, di salute, né per altre esigenze particolari che giustificassero una deroga al Dpcm per contenere l’emergenza Covid-19.
Altre certificazioni consegnate alla polizia saranno oggetto di accertamenti d’ufficio per verificare la veridicità delle dichiarazioni rilasciate per l’eventuale contestazione del reato di false dichiarazioni rese a pubblico ufficiale.

La polizia ha controllato anche 25 esercizi pubblici e il titolare di un un chiosco bar in via Stella Polare è stato denunciato perché nonostante il divieto e le diffide, continuava a esercitare la sua attività somministrando alimenti e bevande. In alcune occasioni le persone riunite in assembramento sono state invitate a fare rientro a casa.
Dall’inizio dell’emergenza sono complessivamente un centinaio i locali sottoposti alle verifiche dei vigili urbani del reparto della polizia commerciale. Sette pub, una sala bingo e quattro esercizi commerciali sono stati chiusi per violazione delle disposizioni del governo, tra cui la mancata osservanza delle distanze interpersonali.
Denunciati anche gli autisti che hanno accompagnato diversi pregiudicati in commissariato per sottoporsi all’obbligo di firma perché usciti di casa senza giustificato motivo. Uno dei pregiudicati si è presentato con un’auto priva di assicurazione e senza essere in possesso della patente di guida, ed è stato denunciato.
A Lentini la guardia di finanza ha denunciato l’amministratore di una società di Lentini, nel Siracusano, che ha venduto mascherine applicando ricarichi eccessivi (da 7 centesimi a 10 euro) sul prodotto e multato il titolare di una farmacia che non ha rispettato la normativa fornendo le indicazioni di utilizzo. L’indagine è scattata dalla segnalazione di un cittadino, che lamentava i prezzi eccessivi praticati da una farmacia nella vendita di mascherine.
I finanzieri hanno scoperto che le mascherine, di diversa tipologia, erano vendute fino a 20 euro al pezzo, ma erano state acquistate da un rivenditore all’ingrosso sostenendo costi fino a 13 euro per singolo prodotto. Al farmacista è stata contestata solo una violazione di natura amministrativa.
Le fiamme gialle sono risaliti alla società all’ingrosso che aveva venduto la mascherine che le aveva acquistate dai produttori da 7 centesimi a 6,48 ciascuna. L’amministratore della società grossista è stato denunciato per manovre speculative su prodotti sensibili e rischia la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa fino a 25.822 euro. La società all’ingrosso avrebbe acquistato telematicamente e venduto sempre on line a diverse farmacie del Nord.
Ad Adrano, un 42enne non si è fermato all’alt dei carabinieri perché privo di autocertificazione. Poi, dopo un inseguimento è stato scovato dentro un’officina meccanica e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. A Palagonia, un 37enne di Gela, in affidamento in prova ai servizi sociali, ha mostrato una falsa autocertificazione per motivi di lavoro: è subito scattata la denuncia.
Malgrado i divieti imposti, ieri i carabinieri di Siracusa hanno sorpreso aperti al pubblico due bar, uno nel pieno centro di Siracusa, l’altro a Cassibile.

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