Conte dice stop: “Chiudiamo tutto tranne i negozi di prima necessità”

Primo morto in Sicilia, autocertificazione pure a piedi

Coronavirus. Il premier: "Restano aperti alimentari e farmacie, non fate la corsa per acquistare il cibo. Garantiti i trasporti" (VIDEO). Misure in vigore sino al 25 marzo: ecco chi non abbassa le saracinesche. Nuovo bilancio nell'Isola: 83 casi, +21 nelle ultime 24 ore. C'è pure un deceduto: è un ottantenne cardiopatico di Sortino ricoverato a Caltagirone. In Italia 847 vittime. Musumeci: "Ventimila rientri per fuga di notizie, pronti altri 200 posti letto". A Catania disinfestazione delle strade (FOTO - VIDEO)

VIDEO Cosa fare fino al 3 aprile: 20 semplici regole

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“Questo è il momento di compiere un passo in più, quello più importante. Ora disponiamo anche la chiusura di tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio, ad eccezione di quelle dei beni di prima necessità e delle farmacie. Chiudiamo negozi, bar, pub, ristoranti, parrucchieri, centri estetici e servizi di mensa. Non è necessario fare nessuna corsa per acquistare il cibo: i negozi di alimentari restano aperti. Resta consentita la consegna a domicilio e restano garantiti i trasporti”. Ad annunciare le nuove misure restrittive per tutta Italia in materia di contenimento del coronavirus è il premier Giuseppe Conte.
“Le fabbriche – ha proseguito il presidente del Consiglio – resteranno aperte ma con misure di sicurezza. Per le attività produttive si incentiva la regolazione di turni di lavoro, ferie anticipate, chiusura dei reparti non indispensabili: le industrie e fabbriche potranno continuare a svolgere le proprie attività produttive a condizione che assumano misure di sicurezza adeguate ad evitare il contagio. E’ garantito il funzionamento dei servizi bancari, postali, finanziari, assicurativi. Saranno garantite, nel rispetto della normativa igienico-sanitaria, le attività del settore agricolo, zootecnico, di trasformazione agroalimentare comprese le filiere che offrono beni e servizi rispetto a queste attività”.
“Il mio grazie – ha detto Conte – va a tutti voi che state rispettando le misure che il governo ha adottato. Sappiate queste rinunce stanno dando un grande contributo al Paese. L’Italia sta dando prova di essere una grande comunità. La regola madre rimane la stessa: limitare gli spostamenti alle attività lavorative o per motivi di salute o per motivi di necessità come fare la spesa. E’ importante essere consapevoli che abbiamo da poco iniziato a cambiare le nostre abitudini, l’effetto di questo grande sforzo lo vedremo tra un paio di settimane. Se saremo tutti a rispettare le regole, usciremo più in fretta dall’emergenza. Il Paese ha bisogno della responsabilità di 60 milioni di italiani che ogni giorno compiono sacrifici. Ciascuno si sta giovando dei propri e degli altrui sacrifici. Una comunità di individui, come direbbe Norbert Elias. Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore e correre più veloci domani”.
Resteranno aperti anche edicole, stampatori, idraulici, meccanici, pompe di benzina e pure gli artigiani. Anche gli ambulatori veterinari proseguiranno la loro attività così come ottici e fotografi. Sono tutti considerati servizi essenziali. Per rafforzare la filiera della distribuzione degli strumenti sanitari arriverà da Conte la nomina di un commissario delegato, Domenico Arcuri, ad di Invitalia: “Avrà ampi poteri di deroga, lavorerà per rafforzare soprattutto la produzione, la distribuzione di attrezzature per terapia intensiva e sub intensiva. Avrà anche il potere di creare e impiantare nuovi stabilimenti per la produzione di queste attrezzature e sopperire alle carenze sin qui riscontrate. Arcuri si coordinerà con il dottor Borrelli che sta facendo un incredibile lavoro”.
Le nuove misure contro il coronavirus annunciate questa sera dal premier Giuseppe Conte saranno in vigore fino al 25 marzo.

PRIMO MORTO IN SICILIA. Primo morto in Sicilia risultato positivo al coronavirus. E’ un anziano cardiopatico ottantenne di Sortino (Sr) ricoverato nell’ospedale Gravina di Caltagirone.
La notizia, che era stata diffusa dal sindaco del paese Vincenzo Parlato, è stata confermata dall’assessorato regionale per la Salute, che dopo aver ricevuto le relazioni della Aziende sanitarie provinciali di Siracusa e Catania, precisa che l’uomo è deceduto per arresto cardiorespiratorio.
L’uomo deceduto era stato ricoverato nel reparto di medicina dell’ospedale Muscatello di Augusta, nel Siracusano. L’Azienda sanitaria provinciale ha provveduto alla sanificazione dei locali e sta effettuando i tamponi a tutte le persone che sono entrate in contatto con l’anziano, personale medico e infermieri, ma anche agli altri pazienti e ai familiari dell’uomo.
“Si tratta di un soggetto – precisa l’assessorato – che era affetto da patologie cardiovascolari e neurologiche, con una endoprotesi per pregresso aneurisma aortico-addominale. Lo stesso era stato ricoverato presso il nosocomio di Augusta, con sospetta ischemia cerebrale. Oggi era stata accertata la positività al Covus-19 in un soggetto con patologie multiple”.
83 I CASI IN SICILIA. Salgono a 83 i casi di coronavirus in Sicilia, 21 in più di ieri. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’isola, aggiornato alle ore 13.30 di oggi (mercoledì 11 marzo), così come comunicato dalla Regione all’Unità di crisi nazionale.
Questi i dati per provincia: Agrigento 12; Catania 41; Enna 1; Messina 8; Palermo 15; Ragusa 1; Siracusa 3; Trapani 2.
Dall’inizio dei controlli, i laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) hanno analizzato 1.194 tamponi, di cui 1.037 negativi e 74 in attesa dei risultati. Al momento, quindi, sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità 83 campioni.

Risultano ricoverati 24 pazienti (nove a Palermo, sette a Catania, tre a Messina, uno a Caltanissetta, tre ad Agrigento e uno a Enna) di cui uno in terapia intensiva, mentre 57 sono in isolamento domiciliare e 2 sono guariti.
MUSUMECI: “OLTRE 20 MILA RIENTRI, SERVE PIU’ FERMEZZA”. Il governatore della Sicilia Nello Musumeci sollecita una linea più ferma per bloccare i rientri nell’Isola di persone provenienti dal Nord, ad oggi oltre 20 mila. “La Sicilia – sottolinea Musumeci – sostiene le misure varate dal governo e si unisce alla richiesta di consentire a ogni Regione, in un quadro di condivisione con le istituzioni nazionali, di adottare iniziative ulteriori, purché non in contrasto”.
Se 20 mila persone rientrate dal Nord in Sicilia si sono registrate sul sito della Regione, “è probabile che qualche migliaio non l’abbia fatto perché il senso di responsabilità non prevale in tutti”, dice il governatore. “Ma 20 mila è un dato significativo, il 95%”, aggiunge.
Per Musumeci l’esodo è stato determinato dalle notizie filtrate sulla bozza di decreto, poi firmata dal premier Conte. “La nostra richiesta era quella di rimanere nel posto dove si trovavano – afferma Musumeci -. Si tratta di nostri conterranei, studenti e lavoratori del triangolo industriale del Nord. Ma quella notizia ha creato una condizione di panico”.
Per il presidente “però quasi tutti hanno obbedito al protocollo, autoregistrandosi e dicendo di provenire da zone infette”. “Questo è senso di grande responsabilità, che in parte mi sorprende ma mi dà grande soddisfazione. Nonostante ci sia un esasperato individualismo stavolta la comunità siciliana ha compreso che serve disciplina. Prevale la convinzione che se noi oggi facciamo qualche sacrificio possiamo goderne domani, in materia di libertà e normalità”.
“Ho parlato con l’Autorità portuale di Palermo – ha aggiunto il governatore – che mi conferma esserci un armatore disposto a mettere al molo una nave crociera con un centinaio di posti letto e personale sanitario qualora dovessimo arrivare al piano B. Siamo pronti a ogni evenienza, fino a questo momento comunque non c’è stato in Sicilia alcun decesso e quindi continuiamo a sperare. Stiamo predisponendo anche nuovi posti letto: ne abbiamo già pronti 200, in aggiunta ai 411 di cui già disponiamo. Domani si riunirà la giunta di governo alla quale spero di partecipare anche in video conferenza per chiedere alle cliniche private di dare il loro apporto, già c’è stata disponibilità, e alle Università abbiamo chiesto di immettere in servizio gli specializzandi”.
TRENTAMILA TELEFONATE. Telefonate in aumento al numero verde della sala operativa della protezione civile della Regione siciliana. Da un paio di giorni, in concomitanza con i massicci arrivi in Sicilia dalle regioni del Nord Italia, le telefonate al numero verde dedicato all’emergenza coronavirus (800.45.87.87) si sono moltiplicate. Nella sola giornata di ieri sono arrivate 8.732 chiamate, con un tempo medio di conversazione di circa due minuti e trenta secondi.
Oggi fino alle ore 14 sono state 3.149 le richieste di informazioni, che portano il numero complessivo dall’inizio dell’emergenza a quasi trentamila. Le linee attive sono in tutto 75, di queste sessanta sono potenzialmente disponibili per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Le rimanenti restano a disposizione per tutte le altre esigenze istituzionali. Attualmente sono operative 10 linee a Palermo, 5 a San Giovanni La Punta, nel Catanese, 5 a Messina e domani altre cinque ad Agrigento.
AUTOCERTIFICAZIONE ANCHE A PIEDI. “Il consiglio è sempre lo stesso, uscire per lo stretto necessario e indispensabile e anche chi esce a piedi deve portare l’autocertificazione”. E’ lapidario il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli nella consueta conferenza stampa giornaliera alla protezione civile. Sono 10.590 i malati di coronavirus in Italia, 2.076 in più di ieri, mentre il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 12.462. I guariti sono 1.045, 41 in più del giorno precedente, le vittime 827: rispetto a ieri sono 196 in più. Superati i mille malati in terapia intensiva: sono 1.028, 151 in più rispetto a ieri. Tra i malati in più conteggiati oggi, circa 600 sono pazienti della Lombardia di cui ieri non erano disponibili i dati.
Dei 10.590 malati complessivi, 5.838 sono poi ricoverati con sintomi e 3.724 sono quelli in isolamento domiciliare. “Avevamo detto che i dati della Lombardia erano parziali e oggi abbiamo numeri che fanno sì che i dati possano apparire come un numero elevato, ma in realtà la crescita odierna è nel trend dei giorni scorsi. Sull’uso delle mascherine chirurgiche in luogo di lavoro: il comitato scientifico raccomanda di rispettare rigorosamente la distanze di un metro come principale criterio di contenimento del virus. In assenza della possibilità di mantenere la distanza è raccomandato l’uso delle mascherine. Una misura di chiusura generalizzata deve ancora essere valutata, al momento non ci sono decisioni”.
SICILIA DESERTA LA SERA. Ieri primo giorno di isolamento anche in Sicilia, da lunedì sera zona protetta come il resto d’Italia. Strade deserte dopo le 18 nelle principali città dell’isola: a Catania centro storico desolatamente vuoto la sera con i locali chiusi come da ordinanza (foto Fabio Savasta).

A CATANIA DISINFESTAZIONE DELLE STRADE. Operatori comunali e della Dusty già da stanotte, su disposizione del sindaco Salvo Pogliese e dell’assessore all’Ecologia Fabio Cantarella, stanno provvedendo a sanificare strade e piazze cittadine con mezzi meccanici e l’utilizzo di prodotti igienizzanti. L’esecuzione sta tenendo conto di ogni zona della città che verrà gradualmente toccata dall’attività di pulizia e disinfestazione. Le attività proseguiranno anche nei prossimi giorni.

Il comune di Catania, inoltre, per evitare situazioni di sovraffollamento negli uffici comunali e disciplinare i servizi all’utenza ha emanato un’ordinanza con cui limita il ricevimento solo a quelle procedure essenziali e non rinviabili, da concordare con il dirigente competente previo appuntamento e sempre nel rispetto delle misure minime di sicurezza. Nei casi di ordinaria amministrazione, invece, il ricevimento pubblico verrà svolto attraverso l’utilizzo della posta elettronica certificata [email protected].
“FARMACO ANTI-ARTRITE FUNZIONA”. Subito un protocollo nazionale per estendere l’impiego di tocilizumab, farmaco anti-artrite, nei pazienti contagiati da coronavirus e in condizioni critiche. Lo chiede l’oncologo Paolo Ascierto, del Pascale di Napoli: “Il farmaco ha dimostrato di essere efficace contro la polmonite da Covid-19”. A Napoli, spiega, “sono stati trattati i primi 2 pazienti in Italia, in 24 ore la terapia ha evidenziato ottimi risultati e domani sarà estubato uno dei 2 pazienti perché le sue condizioni sono migliorate. Ieri, iniziato il trattamento ad altre 2 persone ed oggi ne tratteremo altre due”.
I ricercatori cinesi “hanno confermato l’efficacia” del farmaco anti-artrite tocilizumab contro il nuovo coronavirus “con un miglioramento delle condizioni di 20 pazienti con coronavirus su 21 trattati in circa 24-48 ore”, sottolinea Ascierto, presidente Fondazione melanoma e direttore dell’Unità di oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli. “In particolare – afferma Ascierto – conosciamo molto bene il meccanismo d’azione di tocilizumab, che rappresenta il trattamento di elezione nella sindrome da rilascio citochimica dopo la terapia con le cellule CAR-T in alcuni tipi di tumori. E dopo il confronto con i ricercatori cinesi, è stata costituita una vera e propria task force a Napoli”.
FAKE NEWS SULLA VITAMINA C. Da ieri sta viaggiando sui social e su whatsapp, prima fra i trend su internet e Twitter, pur essendo completamente falsa: è la notizia lanciata da una sedicente infermiera o dottoressa, che fa sapere che in alcuni ospedali milanesi stanno usando con successo sui malati di coronavirus la vitamina C, tanto da invitare tutti a ingerirne in quantità come misura di prevenzione. Ma, come spiegano gli esperti, è solo una delle bufale che stanno circolando sul Covid-19.
“E’ ovviamente una notizia falsa – dice il virologo dell’università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco -. Certo, come si sa già da anni, la vitamina C ha funzione antiossidante ed è adiuvante, può aiutare, ma certo non curare né prevenire il coronavirus”. Un’altra fake news che sta circolando in queste ore “è quella che bere bevande calde e risciacquare la bocca con acqua calda aiuti a eliminare il virus. Falsa anche questa”.
ISS: “CRUCIALI PROSSIMI 14 GIORNI”. I prossimi “14 giorni saranno cruciali per capire l’andamento dei casi di contagio da nuovo coronavirus in Italia”, ha detto il direttore Dipartimento Malattie infettive dell’Iss Gianni Rezza. “E’ ancora presto per pronunciarsi, gli effetti delle misure restrittive – sottolinea – non si vedranno entro questa settimana, anche per quanto successo nei giorni scorsi con i massicci spostamenti da Milano. Per questa settimana mi aspetto un aumento dei casi e non un calo. Questi giorni ‘sconteranno’ quanto purtroppo accaduto, poi inizieremo a vedere”.

 

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