Emergenza amianto a Catania

di Tonino Demana. Maxi bonifica nel piazzale dell’istituto Dusmet: ma è lotta contro i mulini a vento. VIDEOFOTO

Emergenza amianto a Catania

CATANIA – A Catania si respira amianto e come per la spazzatura sembra una lotta contro i mulini a vento. Da una parte il Comune di Catania, dall’altro gli incivili che trovano tempo e soprattutto modo per scaricare rifiuti ovunque. A volte non si tratta solo di spazzatura, ma del temuto eternit, le cui fibre di amianto sono altamente cancerogene.

Si chiama mesotelioma pleurico e senza fare allarmismi rappresenta un serio rischio per la salute umana, se si pensa che Catania è tra i primissimi posti in Sicilia per l’insorgenza di tumori dell’apparato respiratorio.

Proliferano le discariche in città, in periferia, davanti alle scuole. Così di buon mattino una squadra specializzata inviata all’assessore comunale all’Ecologia, Fabio Cantarella, ha portato a termine una maxi bonifica nel piazzale dell’istituto comprensivo “Cardinale Dusmet” in via degli Agrumi 98.

Un intervento effettuato di buon mattino (operatori al lavoro già alle 6) per evitare che studenti e genitori inalassero sostanze tossiche. La richiesta era stata inviata in assessorato dalla presidenza dell’istituto scolastico che da tempo si batte e si imbatte in una vera emergenza con persone senza scrupoli che scaricano amianto ovunque e poco importa se a pagare con la salute possano essere proprio dei bambini.

Oltre cento i chili di amianto (tra tettoie, vasche e serbatoi) rimossi dal Comune che giornalmente riceve comunicazioni e segnalazioni da parte di utenti, la parte buona della società, che comprende il rischio, chiedendo a gran voce che quella “bomba ecologica” venga presto disinnescata.

Ed eccolo un altro potenziale pericolo, in questo caso in via del Girasole, dove in una maxi discarica c’è di tutto, da elettrodomestici in disuso, alle guaine del rame depredato, per non parlare delle plafoniere dell’impianto di pubblica illuminazione. Naturalmente presente altro eternit, un’altra tettoia che un tempo copriva un tetto oggi non serve neanche a coprire la vergogna…


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