Dacca: cassa integrazione per tutti

T. Demana. Boccata d’ossigeno per i lavoratori dell’ex stabilimento di Aci Catena. Santonocito (Confsal): “Ci siamo battuti per aver riconosciuto un diritto”

Dacca: cassa integrazione per tutti

CATANIA – Cassa integrazione per i 100 lavoratori della Dacca, la fabbrica di stoviglie monouso di Aci Catena costretta a chiudere i battenti piegata sotto il peso della crisi che sta attanagliando tutto il comparto della plastica. La notizia è arrivata nel primo pomeriggio.

A comunicarla, direttamente da Roma, è stato Antonio Santonocito dello Snalv Confsal. Sussidio fino al dicembre 2019, una boccata d’ossigeno per un centinaio di famiglie, la maggior parte delle quali monoreddito. La decisione è stata presa dopo un proficuo incontro al ministero del Lavoro, al quale hanno partecipato sindacati rappresentanti dell’azienda ed una delegazione di lavoratori .

“Noi lottiamo per i diritti dei lavoratori – ha spiegato da Roma Antonio Santonocito – dal giorno della chiusura dello stabilimento di Aci Catena ci siamo battuti per veder riconosciuto un diritto, oggi possiamo essere soddisfatti. Il Decreto Genova è stato applicato anche per questa categoria di lavoratori, ora dobbiamo pensare qualcosa di diverso e sperare magari in un rilancio della Dacca”.

“Esprimo la mia più viva soddisfazione per l’ottimo risultato raggiunto in favore dei dipendenti della Dacca. Non è la soluzione a tutti i mali, ma un primo intervento per far fronte alla crisi che ha investito l’azienda e che si è riversata sui lavoratori” aggiunge la deputata regionale, Angela Foti. “Un ringraziamento particolare al ministro Nunzia Catalfo che ha seguito anche questa vicenda con scrupolo e attenzione, in tandem con l’assessorato regionale al Lavoro, rispondendo prontamente con i mezzi a disposizione alle legittime istanze dei lavoratori”.

“Oggi c’è la Dacca – conclude Angela Foti – domani possono esserci altre aziende del comparto che stanno vivendo la stessa situazione di crisi dovuta all’evoluzione del mercato. È necessario che i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente individuino strategie per riconvertire il comparto della produzione dei monouso senza che si verifichino dei drammi sociali e lavorativi”.

“Attendavamo la conferma della notizia dell’approvazione – affermano i segretari generali provinciali Maurizio Attanasio (Cisl) e Giuseppe Coco (Femca Cisl) – dopo le vicende dell’estate scorsa. In particolare, dopo gli incontri tenutesi in Prefettura e alla Regione Siciliana, quest’ultimo per ottenere il finanziamento dei processi di politiche attive del lavoro”.

“Ringraziamo la ministra del lavoro Nunzia Catalfo – aggiungono – e anche la Regione siciliana, perché determinante per sbloccare l’iter è stato l’incontro che la Femca Cisl, alla presenza dell’onorevole Angela Foti, ha avuto a fine luglio, con l’assessore regionale del Lavoro Scavone, nel quale la Regione si è assunta l’onere di finanziare il costo dell’attivazione delle politiche attive e della formazione dei lavoratori. Queste ultime, infatti, sono propedeutiche e indispensabili per la concessione della CIGS”.

In particolare è autorizzata la corresponsione del trattamento straordinario di integrazione salariale, così disposto: a) per un massimo di n. 30 unità lavorative che ruoteranno su di una platea di n. 100 dipendenti, con una riduzione oraria pari al 30%, per il periodo dal 01/01/2019 al 31/05/2019; b) n. 94 dipendenti sospesi con una riduzione oraria media pari al 100%, per il periodo dal 01/06/2019 al 31/12/2019.

“Siamo per il momento soddisfatti – aggiungono Attanasio e Coco – in quanto si dà ai lavoratori la serenità di un’integrazione economica al bilancio familiare. Resteremo vigili perché, con l’attivazione dei programmi di politiche attive del lavoro, vada in porto positivamente la ricollocazione dei lavoratori”.

“Ribadiamo necessario che sia lo Stato sia la Regione prevedano aiuti per le altre aziende siciliane del settore potenzialmente soggette alla crisi del monouso di plastica. È opportuno che sia sostenuta la riconversione industriale, la riqualificazione e l’eventuale riassorbimento del personale specializzato coinvolto nelle altre vertenze”.


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