Soccorritori del 118 picchiati dal paziente

Intervento in casa a Tremestieri Etneo, 45enne ubriaco va fuori di testa. I sindacati: “Troppi rischi, ci venga riconosciuta l’indennità”

 

Soccorritori del 118 picchiati dal paziente

TREMESTIERI ETNEO (CATANIA) – E’ stata una giornata di follia ieri a Tremestieri Etneo, dove due autisti soccorritori del 118, A.S. e T.C., sono stati malmenati da un paziente 45enne esagitato.

Il paziente, segnalato ieri mattina per un intervento presso abitazione privata, era un traumatico codice verde: alla chiamata veniva riferito di un uomo con un forte dolore a un gomito, causato da una caduta, in realtà era ubriaco. Giunti sul posto i due soccorritori hanno trovato ad attenderli la madre dell’infortunato che spiegava come il figlio secondo lei avesse esagerato nel “bere” e forse per questo un po’ nervoso.

Arrivati in casa, i soccorritori hanno notato subito che la stanza era a soqquadro, con il mobilio rotto e la porta spaccata. Il 45enne appena visti i soccorritori è andato su tutte le furie, cominciando ad aggredire verbalmente la madre, mostrando atteggiamenti fisici ed emotivi di una persona in agitazione psicomotoria.

Non appena visto che la soccorritrice T.C. stava chiedendo supporto ai carabinieri, il 45enne l’ha colpita con pugni e calci, buttandola a terra, mentre il collega A.S. interveniva per contenerlo e allontanarlo, beccandosi anche lui pugni e dei colpi al volto con un corpo contundente che gli hanno procurato una lesione allo zigomo.

Riusciti a divincolarsi, i due soccorritori si sono rifugiati e chiusi nell’ambulanza, mentre il 45enne li continuava a minacciare colpendo violentemente l’ambulanza. Tutto ciò ha avuto, in parte, fine solo dopo l’arrivo della Polizia Municipale. I due si sono poi recati al pronto soccorso dell’ospedale Cannizzaro.

“Rischiare di finire in ospedale per soccorrere gli altri senza alcuna indennità è quello che accade abitualmente agli operatori sanitari che sulla strada si trovano nelle situazioni più disparate”, afferma Calogero Coniglio, segretario regionale della Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti.

“I due autisti soccorritori sono solo gli ultimi operatori in ordine di tempo che hanno dovuto patire le conseguenze di un comportamento esagitato”, dichiara Renzo Spada, coordinatore regionale della Fsi-Usae Seus 118.

“Andando a ritroso, si troverebbero parecchi episodi di ambulanze sfasciate o di autisti soccorritori della Seus, infermieri e medici presi a pugni in strada o nei vari pronto soccorso. In ambulanza, queste tre figure, sono operatori sanitari insostituibili, in prima linea nell’assistenza, dove ogni intervento potrebbe nascondere insidie peggiori per la propria incolumità. Ormai quella delle aggressioni in autoambulanza sta diventando una vera e propria emergenza in Sicilia. La solidarietà alle vittime dell’aggressione da parte di tutta la segreteria regionale è sincera, ma non basta. Come organizzazione sindacale abbiamo il dovere di denunciare sempre le criticità per rendere non solo più sicuri i posti di primo intervento, ma anche proporre una mobilitazione perché agli autisti soccorritori del 118, venga riconosciuta l’indennità di rischio”, conclude Coniglio.


Correlati