“Frattura non sanabile “

Frattini torna sulla pronuncia del Collegio di Garanzia: "Ho tentato di prendere tempo perché i colleghi riflettessero, poi ho dovuto mettere decisione ai voti. Dimettermi? Non è questione di oggi"

ROMA – “Sono dispiaciuto, non deluso o adirato. Dimettermi? E’ un ragionamento che non riguarda l’oggi: l’oggi è un dispiacere per l’esito del voto, lasciare è un’altra questione”. Franco Frattini spiega all’Ansa il suo stato d’animo e la decisione del Collegio di Garanzia da lui presieduto, che ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro la serie B a 19. “Per la prima volta nella mia carriera di giudice c’è una spaccatura nel collegio, con il presidente che vota contro. Non era mai successo e me ne dispiaccio, ma sono le regole del giudizio”.
Il Collegio di Garanzia dello Sport si era riunito venerdì scorso per prendere in esame i ricorsi di sei club contro il blocco dei ripescaggi in serie B e il varo di un campionato a 19 squadre: dopo un iniziale rinvio, ieri la decisione di dichiarare inammissibili i ricorsi con tre voti favorevoli e due contrari, tra cui quelli di Frattini.
“Quello che c’era da dire è stato detto: c’è stata una divergenza, ho ovviamente sperato il rinvio della Camera di consiglio, che era destinato a comporre la frattura, però la frattura non si poteva ricomporre – spiega il presidente del Collegio – La ragione del rinvio è stata quella del mio tentativo fino all’ultimo di ricomporre la frattura in Collegio; tutti i giornali avevano capito che c’era una frattura, come in realtà c’era”.
“Quando mi sono reso conto che il tentativo non poteva portare a una ricomposizione sulla linea che io ritenevo preferibile, cioè la Serie B a 22 squadre, ho ritenuto di metterla ai voti, come si fa in tutti i tribunali – prosegue Frattini – I giudici sono cinque, in numero dispari, proprio perché venga presa una decisione. A quel punto era superfluo ragionare sui nomi delle tre squadre che potevano essere ammesse. La decisione era su sbarramento sì o sbarramento no: io ritenevo che non si potesse fare, ho tentato di prendere un po’ di tempo, perché i colleghi riflettessero. La riflessione non ha portato a conclusioni, ha portato invece a questa decisione che francamente non condivido”.
Frattini cita precedenti sentenze del Collegio che confortano la sua opinione, contro la decisione presa a maggioranza che la materia in questione dovesse essere trattata dalla giustizia sportiva della Federcalcio, e non da un organo esterni.
“Evidentemente noi abbiamo precedenti anche abbondanti, perché la possibilità di impugnare davanti al Collegio di garanzia c’è. Nel caso della danza sportiva abbiamo detto che si doveva ricorrere davanti alla giustizia endofederale – ammette Frattini – ma ci sono altri casi, tipo il famoso caso Novara del 2014, il caso Juve Stabia, in cui decidemmo che ricorsi contro il cambio delle norme federali erano ammissibili direttamente davanti al Collegio di garanzia. Abbiamo precedenti dell’uno e dell’altro senso”.
Ma la dinamica interna al Collegio ha dato torto al suo presidente, alla fine: “Abbiamo ragionato su queste ipotesi e a quel punto ho messo ai voti la decisione”.

scroll to top