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sabato, 23 settembre 2017

La droga circolava in Sicilia
ma gli ordini arrivavano dalla Spagna

Trapani, 12 ordinanze di custodia cautelare per i componenti di un'organizzazione internazionale che gestiva telefonicamente il traffico di stupefacenti dalle carceri della penisola iberica. La banda sgominata grazie alle intercettazioni

TRAPANI - Gestivano il traffico di droga in Sicilia dalle carceri della Spagna e del Portogallo. Agenti della polizia di Stato in servizio alla sezione Antidroga della squadra mobile di Trapani e del commissariato di Mazara del Vallo hanno eseguito 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Palermo, Antonella Consiglio: destinatari i componenti di una organizzazione internazionale che gestiva il traffico di droga dalla Spagna all'Italia. Per gli inquirenti ai vertici dell'associazione ci sono alcuni trapanesi.

I provvedimenti sono stati chiesti dai sostituti procuratori della Dda di Palermo, Roberto Piscitello e Pierangelo Padova. Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti del tipo hashish e cocaina, detenzione e spaccio di droga e furto aggravato. I reati contestati vanno tra il 2004 e il 2005.

Attraverso le intercettazioni la polizia ha scoperto l'esistenza dell'organizzazione che dalla Spagna o da altri paesi del Mediterraneo faceva arrivare in Italia grossi quantitativi di droga e lo stupefacente arrivava poi in Sicilia attraverso vari mezzi: a bordo di motoscafi, pescherecci, Tir e ambulanze.
L'operazione è stata denominata "Golden star".

I poliziotti hanno notificato provvedimenti cautelari in carcere a Rosario Quinci, di 53 anni, di Mazara del Vallo (Trapani), arrestato il 3 maggio scorso a Messina mentre trasportava in treno cinque chili di hashish. Per l'accusa è lui al vertice dell'organizzazione che avrebbe gestito il traffico internazionale di stupefacenti.

Altra ordinanza notificata in carcere riguarda Antonino Michele Cardinale, di 63 anni, originario di Alia (Palermo), arrestato il 12 settembre 2007 dalla Squadra mobile di Palermo perché trovato in possesso di 18 chili di hashish; e infine ad Antonino Quinci, fratello di Rosario, detenuto a Rossano Calabro dove sta scontando una pena definitiva per il reato di traffico internazionale di stupefacenti.
All'operazione hanno collaborato le Squadre mobili di Palermo, Genova e Padova.

Durante le indagini, i poliziotti hanno anche scoperto delle mappe sulle quali erano state tracciate le rotte del narcotraffico e schemi sulla suddivisione degli utili tra i fornitori, i trasportatori e i destinatari finali dei carichi di droga.

I provvedimenti cautelari emessi dal gip riguardano nel dettaglio: Rosario Quinci, di 53 anni, di Mazara del Vallo; Vito Rosario Quinci, di 31, figlio di Rosario; Antonino Quinci, di 52, pregiudicato, fratello di Rosario; Stefano Girasole, di 43, originario di Mazara del Vallo; Domenico Cardinale, di 32, commerciante a Mazara del Vallo; Antonino Cardinale, di 62, originario di Alia (Palermo), padre di Domenico; Tullio Dasara, di 27, vive in provincia di Genova; Vittorio Rizzo, di 33; Diego Vinci, di 41, autotrasportatore, vive in provincia di Padova; Lorenzo Ingargiola, di 31; Pasquale Musacchia, di 37, palermitano, autotrasportatore; Ionel Draghia, di 58 anni, originario della Romania, irreperibile.

Vito Quinci e lo zio Antonino, detenuti in Spagna e Portogallo, riuscivano a mantenere contatti con gli altri componenti dell'organizzazione in Sicilia comunicando tramite telefoni cellulari che riuscivano ad avere in cella grazie a guardie penitenziarie corrotte.




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