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giovedì, 27 aprile 2017

Pubblicato: 05/02/2008

Sud, disoccupazione al 20%

Secondo il report Diste per la Fondazione Curella, ai dati diffusi dall'Istat vanno aggiunte le persone scoraggiate che non cercano più lavoro e quelle che non lo cercano da oltre trenta giorni. In Sicilia la percentuale più elevata (24,71%). Nel Mezzogiorno, inoltre, il Pil cresce meno della media nazionale

PALERMO - Per il centro studi Diste il tasso di disoccupazione nel Mezzogiorno non è pari al 10,30%, come risulta dalle statistiche ufficiali, ma è del 20,69%. Per calcolare il tasso il Diste, che ha effettuato l'indagine per conto della Fondazione Curella della Banca Popolare Sant'Angelo che ha presentato il report a Palermo, ha preso in considerazione anche le persone scoraggiate che non cercano più lavoro e quelle che non lo cercano da oltre trenta giorni "e che - rileva il centro studi - non vengono inclusi dalla statistica di Eurolandia".

Anche nel Centro-Nord, in base ai calcoli del Diste, la disoccupazione sarebbe maggiore, pari al 5,71% (e non al 3,67%), mentre la media nazionale sarebbe al 10,47% quasi il doppio di quella dell'Istat (5,60%). Secondo il Diste "il dato si avvicina al sentire comune della gente che, in special modo nelle regioni del Sud, avverte ancora il peso della difficoltà di trovare un lavoro".

Dall'indagine emerge che nel Mezzogiorno, nel terzo trimestre del 2007, le persone disoccupate che non ricercano lavoro in modo attivo sono 960mila e 377mila al Centro-Nord. "Un dato che - si legge nel report - aggiunto a quello delle persone in cerca di occupazione (759mila al Sud e calcolato dall'Istat) porta il tasso di disoccupazione simulato (ma più vicino a quello percepito) al 20,69%".

La Calabria e la Campania sono le regioni dove il tasso di disoccupazione sarebbe più del doppio rispetto a quello rilevato dall'Istat: rispettivamente pari al 23,69% e al 22,06%, a fronte dell'11,70% e del 10,40%. In base all'indagine del Diste, in Sicilia il tasso sarebbe del 24,71% (12,40%), in Puglia del 19,54% (10,30%), in Basilicata del 16,53% (8,90%), in Sardegna del 15,14% (8,70%), in Molise del 13,98% (6,30%) e in Abruzzo del 10,74% (5,50%).

"Nel Mezzogiorno - dice l'economista Pietro Busetta, presidente della Fondazione Curella - sembrerebbe emergere disillusione e rassegnazione più che scoraggiamento. Esiste un nocciolo sempre più consistente di individui che pur avendo consapevolezza della propria precaria condizione non sanno più come porvi rimedio e stanno in perenne attesa di un segnale di miglioramento".

Nel 2007 il prodotto interno lordo (Pil) al Sud è cresciuto dell'1,5%, 0,3 punti in meno rispetto alla media nazionale, pari all'1,8%, col conseguente aumento del gap con il Centro-Nord (+2%). Secondo lo studio del Diste "a lasciare punti per il terzo anno consecutivo è l'agricoltura (-1,5%) mentre sono in crescita l'industria (+1,8%) e i servizi (+1,6%). Rallenta invece la corsa delle costruzioni che dopo l'incremento del 2,6% nel 2006 crescono di appena lo 0,9% a fronte dell'1,9% del Centro-Nord.





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