Mattoni della vita come amminoacidi e basi di Dna e Rna sono stati scoperti nei campioni di rocce e polveri prelevati dall’asteroide Bennu nel 2018 e portati sulla Terra dalla missione Osiris-Rex della Nasa. Che ci fosse materia organica sugli asteroidi si sospettava da tempo e tracce erano state viste anche nei meteoriti trovati sulla Terra, ma questo risultato è la conferma definitiva che gli asteroidi contengono gli elementi alla base della vita e che potrebbero averli portati sulla Terra. La scoperta è pubblicata in due articoli su Nature e Nature Astronomy.
Nei campioni di Bennu sono stati scoperti 14 dei 20 amminoacidi presenti sulla Terra e tutte e cinque le basi, ossia le lettere dell’alfabeto della vita che si trovano nelle molecole di Dna e Rna. Sono inoltre stati scoperti sali minerali che si sono formati nel corpo celeste dal quale ha avuto origine Bennu, in seguito a un impatto, e che permettono di avere informazioni sulla chimica del Sistema Solare primitivo. Tutte queste scoperte sono state possibili perché i campioni di Bennu sono rimasti incontaminati in quanto dal momento in cui sono stati prelevati dalla sonda Osiris-Rex non hanno subito alcuna alterazione né dal contatto con l’atmosfera né dal contatto con la Terra.
Le analisi hanno inoltre dimostrato che Benu è ricco di composti a base di azoto e ammoniaca che si sono formati miliardi di anni fa nelle regioni più esterne e fredde del Sistema solare. Secondo i ricercatori la materia organica scoperta nei campioni di Bennu mostra di avere una complessità maggiore rispetto a quella presente nella biologia terrestre e suggerisce che il corpo celeste dal quale Bennu ha avuto origine si trovasse nella fascia più esterna del Sistema solare, dove l’ammoniaca è stabile.
La scoperta “dimostra per la prima volta l’abbondanza della materia organica tipica della vita su un corpo celeste di questo tipo e conferma le attese” della comunità scientifica”, dice l’astrobiologo John Brucato, dell’osservatorio di Arcetri dell’Istituto nazionale di astrofisica. Finora amminoacidi sono stati scoperti nei meteoriti, ossia in frammenti di asteroidi caduti sulla Terra, “ma i meteoriti avrebbero potuto subire alterazioni a causa del contatto con l’atmosfera o nell’ambiente terrestre. C’è sempre stato il dubbio che gli amminoacidi trovati fossero terrestri. Per questo – osserva Brucato – è nata l’idea di organizzare missioni spaziali per andare a raccogliere i campioni direttamente sugli asteroidi”.
Sono scattate così la missione Osiris-Rex della Nasa, partita nel 2018 e che nel 2023 ha portato sulla Terra rocce e polveri dell’asteroide Bennu, e la missione Hayabusa-2 dell’agenzia spaziale giapponese Jaxa che nel 2020 ha portato a Terra i campioni dell’asteroide Ryugu. “E’ importante il ruolo che gli asteroidi hanno nell’origine della vita. A circa 55 milioni di anni dalla formazione del nostro Sistema solare è avvenuto un grande bombardamento di asteroidi e comete e in quello stesso periodo è nata la vita sulla Terra”, osserva Brucato.
Quei corpi celesti “hanno portato sulla Terra materia organica e acqua” e “adesso si tratta di capire quali molecole siano arrivate. Non si sta dicendo – precisa – che la vita sia stata portata sulla Terra dagli asteroidi perché su questi corpi celesti non ci sono batteri, ma negli asteroidi sono avvenuti processi chimico-fisici che hanno permesso la formazione di molecole complesse”. La quantità di amminoacidi scoperta su Bennu è inoltre “di gran lunga superiore rispetto a quella trovata nei meteoriti”. Dalle due ricerche emerge inoltre che asteroidi ricchi di carbonio, come Bennu, in passato hanno avuto acqua liquida al loro interno. E’ stato lo stesso per il corpo celeste dal quale è nato Bennu in seguito a un impatto: entrambi “avevano materia organica e acqua liquida”