In Italia, secondo l’indagine ‘Passi’ dell’Istituto superiore di sanità, 4 adulti su 10 sono in eccesso ponderale, in particolare tre sono decisamente in sovrappeso (con un indice di massa corporea – Imc – compreso fra 25 e 29,9) e uno obeso (Imc maggiore di 30). L’essere in eccesso ponderale è una caratteristica più frequente al crescere dell’età, fra gli uomini rispetto alle donne, fra le persone con difficoltà economiche e fra le persone con un basso livello di istruzione. Ma è importante anche il gradiente geografico chiaramente a sfavore delle regioni meridionali. Bassa, e in riduzione nel tempo, l’attenzione degli operatori sanitari al problema: meno della metà delle persone in eccesso ponderale riferisce di aver ricevuto dal proprio medico il consiglio di perdere peso. Inoltre l’attenzione è indirizzata soprattutto alle persone obese, molto meno a quelle in sovrappeso.
Questo aspetto è molto importante perché quando il consiglio di mettersi a dieta arriva da parte di un medico incoraggia chi lo riceve a metterlo in pratica. Infatti, la quota di persone in eccesso ponderale che dichiara di seguire una dieta è significativamente maggiore fra coloro che hanno ricevuto il consiglio medico rispetto a quelli che non lo hanno ricevuto (46% vs 17%). Ma il preoccupante fenomeno riguarda adesso anche gli adolescenti con una percentuale di obesità in costante aumento. Non bastano più i consigli del medico di famiglia, c’è necessità di centri specializzati come quello del Garibaldi Nesima di Catania che ne possiede uno all’interno del Dipartimento delle chirurgie diretto da Luigi Piazza.
La struttura ha, peraltro, ricevuto dalla Sicob (Società italiana di chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche) l’indicazione nazionale di Centro di eccellenza di chirurgia bariatrica dove vengono trattati ogni anno oltre 250 pazienti. Il riconoscimento di eccellenza nasce dal rispetto di precisi criteri: un team multidisciplinare del dipartimento delle medicine, diretto da Lucia Frittitta, a garanzia di una corretta selezione del paziente con precisi percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali in rispetto alle linee guida nazionali e un inquadramento totale sotto il profilo nutrizionale, endocrinologico e psicologico, un team in grado di eseguire tutte le procedure chirurgiche bariatriche e revisionali in laparoscopia e in robotica, un volume di interventi, come detto, superiore ai 200 casi l’anno, un follow up dei pazienti operati superiore ai 5 anni regolarmente inserito e aggiornato in un registro nazionale e la presenza, all’interno dell’azienda, di una unità di terapia intensiva, diretta da Giuseppe Calabrese, di un’endoscopia operativa, diretta da Domenico Catarella, e di una radiologia interventistica, diretta da Giuseppe Giordano, a ulteriore garanzia di sicurezza per gli utenti.
La fascia di età dei pazienti operati va dai 30 ai 50 anni con una percentuale maggiore di donne, anche se gli uomini manifestano patologie più gravi associate all’obesità, come, ad esempio, quelle di tipo cardiovascolare. Il dato preoccupante è comunque l’obesità in età adolescenziale. “Negli ultimi anni – spiega Piazza – abbiamo notato un incremento di problemi di peso nei ragazzi e nelle ragazze, causati prevalentemente da cattive abitudini alimentari e assenza di attività fisica. In tal senso sarebbe auspicabile una campagna di sensibilizzazione che coinvolga i medici di base e i pediatri, la scuola e, naturalmente, anche le famiglie”.