Dopo 22 anni torna la foca monaca

L'avvistamento del raro esemplare a Stromboli, l'ultimo risaliva al 2000

LIPARI (MESSINA) – Un esemplare di foca monaca (bue marino) è stato avvistato da un barcaiolo di Stromboli e da alcuni turisti, nei pressi dell’isolotto di Strombolicchio. Il mammifero acquatico, rientrante tra quelli dichiarati a rischio estinzione, al momento dell’avvistamento nuotava a pelo d’acqua, al punto che il barcaiolo, così come i turisti, hanno pensato potesse trattarsi di un delfino. Grande la sorpresa quando dal mare è emerso il capo della foca monaca, la quale, poi, nel giro di un paio di secondi, si è inabissata.

Un ulteriore avvistamento lo si è avuto tra gli isolotti di Panarea. Al momento non è dato a capire se si tratta dello stesso esemplare. L’ultimo avvistamento, certificato, di una foca monaca nel mare eoliano, dove in passato era presente con numerosi esemplari, specie a Filicudi, si era verificato nell’isola di Salina, il 30 ottobre del 2000. In quell’occasione ad avvistarla fu un pescatore. La notizia dell’avvistamento venne diffusa dall’Acquario di Genova dopo che l’informazione era stata verificata dai biologi dell’Istituto di Ricerca Aquastudio di Messina.

“Per questa specie i mesi di settembre e ottobre – dice la biologa Monica Blasi di Filicudi wildlife conservation – coincidono con il picco del periodo riproduttivo e con la nascita dei piccoli che vengono allattati dalla madre per circa 16-17 settimane prima di entrare in acqua. L’allattamento avviene, in genere, lungo spiagge isolate o in grotte riparate mentre al di fuori di questo periodo le foche non frequentano solo ambienti costieri ma anche acque aperte, compiendo spostamenti di decine di chilometri in poco tempo e pescando a profondità anche molto elevate, fino a 100 metri con apnee anche di 10 minuti”.

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