Siracusa, centro prescrittore ospedaliero per il colesterolo alto

di Nuccio Sciacca. Un anticorpo monoclonale per prevenire ictus e infarti

L’Unità Operativa di Neurologia e Stroke Unit dell’ospedale Umberto I di Siracusa è stata individuata dall’assessorato della Salute della Regione Siciliana quale Centro abilitato alla prescrizione dell’anticorpo monoclonale Alirocumab. Si tratta di un farmaco che appartiene a una nuova classe di inibitori della PCSK9 (proproteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9), che forniscono nuove opzioni terapeutiche per il trattamento dell’ipercolesterolemia grave. Il colesterolo alto è uno dei fattori di rischio più importanti sia per l’ictus sia per l’infarto cardiaco. Gli anticorpi, naturalmente, devono essere usati in aggiunta a una dieta sana e hanno lo scopo di ridurre i livelli elevati di colesterolo nel sangue in persone che non riescono a controllarli, nonostante dosi ottimali di statine o che non possono assumere statine per gli effetti collaterali o le controindicazioni.

Gli studi finora pubblicati hanno dimostrato che questi nuovi farmaci sono in grado di ridurre fino al 50-60% il valore del cosiddetto colesterolo cattivo nel sangue (colesterolo LDL) e per questo vengono utilizzati nelle condizioni in cui i valori di colesterolo non diminuiscono a sufficienza, nonostante le altre terapie, in particolare nelle persone a elevato rischio di malattie cardio e cerebrovascolari. “L’accesso agli ambulatori dedicati alla prevenzione dell’ictus cerebrale e alla cura delle cefalee, dei parkinsonismi, delle demenze, dell’epilessia, delle patologie del sistema nervoso periferico – ricorda il direttore del reparto di Neurologia e Stroke Unit Enzo Sanzaro – avviene con prenotazione al Cup e con impegnativa del medico di medicina generale. Lo specialista neurologo predisporrà, qualora necessario, all’utilizzo di strumenti diagnostici di ultima generazione (compreso lo studio con ecocolorDoppler dei tronchi sovraortici ed ecocolorDoppler Transcranico ed ecografia del parenchima cerebrale), sia per disordini vascolari che per lo studio delle malattie neurodegenerative”.

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