Catania, un cuore claMOROso

di Alberto Cigalini. Cattive notizie dal tribunale e futuro a grave rischio, ma in campo non si molla: 4-4 a Campobasso con una tripletta dello straripante capocannoniere (F. Galtieri)

di Alberto Cigalini.

Al centro di tutto, alla fine, c’è sempre quella cosa lì. Il pallone. Quel pallone che l’irrefrenabile Luca Moro stringe a sé a fine gara, meritato premio per una tripletta che suggella l’ennesima prova da urlo. Quel pallone che ci fa emozionare. Quel pallone che a Catania rischia di non rotolare più.

La notizia dell’udienza prefallimentare fissata dal tribunale in seguito all’istanza presentata dalla Procura mette con le spalle al muro Sigi e a ulteriore, grave rischio il futuro del calcio in rossazzurro: pagare gli stipendi, ricapitalizzare con o senza l’apporto di un eventuale investitore esterno, dare garanzie al tribunale. Da qui non si scappa. O la proprietà del club riuscirà a fronteggiare le incombenze o sarà capolinea.

E sarebbe un delitto. Per la storia e non solo. Perché anche il presente merita di essere onorato. Proprio come fa questa squadra con la maglia. Giocandosela sempre con cuore e intensità, dando il massimo pur con tutti i difetti del caso e sfiorando un altro colpo esterno. Che svanisce per un soffio, complice la determinante espulsione di Zanchi nel finale, e sa tanto di altra occasione sprecata.

Il Catania, però, c’è. Come c’è Luca Moro, per il quale abbiamo finito gli aggettivi. Il centravanti padovano, sempre più capocannoniere incontrastato, sfodera un’altra prestazione monstre, così come i suoi numeri: 13 gol in 12 giornate, 12 nelle ultime 9, cartellino timbrato per la settima partita di fila, la media di una rete ogni 58 minuti. Impressionante. Peccato, in ottica etnea, che i filotti siano destinati a finire giocoforza vista la convocazione in Under 20 che impedirà a Baldini di utilizzare il ragazzo nel doppio turno interno con Vibonese e Foggia.

Quasi a voler compensare, Moro ne fa 3 contro il Campobasso in una gara piena di reti, emozioni e anche errori. Una giostra del gol messa in scena da due formazioni che, nonostante il campo allentato dalla pioggia, confermano di saper attaccare meglio di quanto non sappiano difendere. Il Catania la sblocca subito con una bella combinazione Zanchi-Ceccarelli-Rosaia, ma al 20′ è già sotto 2-1 per mano di due ex: Emmausso, appena entrato al posto dell’infortunato Di Francesco, trasforma il rigore decretato per un’uscita a valanga di Sala su Liguori; Rossetti finalizza un contropiede avviato su una punizione del Catania, mal disposto nell’occasione, disorientando Zanchi con una bella finta di corpo.

I problemi dietro ci sono e tornano a palesarsi in tutta la loro evidenza sul 3-1 poco dopo la mezz’ora, quando Monteagudo sbaglia la lettura su un pallone apparentemente innocuo e attiva Emmausso che fa fuori l’argentino servendo nell’area piccola Candellori, bravo a superare Sala con un dolce colpo sotto.

Gara compromessa? Macchè. Il bello deve ancora venire. Il Catania ha attributi e non molla. A chi tocca mettere la firma sulla rimonta? Moro, ovvio. Il bomber trasforma con l’abituale freddezza un rigore praticamente identico a quello concesso ai padroni di casa (il portiere Raccichini travolge Greco in uscita) e nella ripresa fa il bis con un altro penalty, fischiato anche in questo caso correttamente per un braccio largo di Dalmazzi in area e realizzato con un glaciale cucchiaio dagli undici metri.

Nel frattempo Baldini ha cambiato modulo passando alle due punte con Sipos dentro per Ceccarelli, Greco allargato a sinistra e Provenzano al posto di Maldonado accanto a Rosaia come interno di centrocampo. Coraggio ripagato dalla rimonta completata da Moro con una girata in area su una palla recuperata in pressione proprio dal centravanti e poi transitata velocemente da Sipos, Russotto e Calapai.

Giochi che paiono fatti, anche perché il Catania sembra superiore e in controllo. Se non fosse per l’imprevisto che pregiudica la vittoria: il rosso a Zanchi, sino a quel punto autore di una prova complessivamente positiva a parte l’errore sul secondo gol e protagonista di un’entrata più ingenuamente irruenta (ma a piedi uniti) che cattiva su Rossetti. In superiorità numerica, il Campobasso, rischiato di incassare il quinto gol su un bel tocco al volo di Russotto prolungato in angolo da Raccichini, si rivitalizza e acciuffa il pari con il nuovo entrato Tenkorang, mezzala “movimentista” che con un inserimento dei suoi sfrutta un assist di Rossetti bruciando Russotto dopo una palla persa da Albertini in uscita.

Finisce 4-4. Con qualche rimpianto e un’altra prestazione di grande cuore. Quel cuore che chi di competenza deve fare di tutto affinché continui a battere. Senza più temporeggiamenti o alibi.

CAMPOBASSO-CATANIA 4-4
Campobasso (4-3-3): Raccichini 5; Fabriani 5.5, Dalmazzi 5, Magri 5, Vanzan 5.5 (33′ st Pace sv); Ladu 6 (14′ st Tenkorang 7), Bontà 6.5, Candellori 7; Liguori 6.5 (33′ st Vitali sv), Rossetti 7, Di Francesco sv (13′ pt Emmausso 6.5, 33′ Parigi sv). In panchina: Zamarion, Sbardella, Nacci, Martino, De Biase, Giunta, Persia. Allenatore: Cudini 6.5
Catania (4-3-3): Sala 5; Calapai 6, Claiton 5.5, Monteagudo 5, Zanchi 5; Rosaia 7, Maldonado 5.5 (1′ st Provenzano 6.5), Greco 6.5  (40′ st Albertini sv); Ceccarelli 6.5 (1′ st Sipos 6), Moro 8 (33′ st Ropolo 5.5), Russini 5.5 (19′ st Russotto 6). In panchina: Stancampiano, Pino, Ercolani, Biondi, Izco, Cataldi, Bianco. Allenatore: Baldini 8
Arbitro: Fiero di Pistoia 7
Reti: 6′ pt Rosaia, 19′ pt Emmausso (rig), 21′ pt Rossetti, 33′ pt Candellori, 38′ pt Moro (rig), 23′ st Moro (rig), 29′ st Moro, 42′ st Tenkorang.
Note: spettatori 2500 circa. Espulsi Zanchi al 33′ st per gioco violento e Stancampiano dalla panchina per proteste. Ammoniti Liguori, Dalmazzi, Rossetti, Raccichini, Magri, Bontà, Claiton, Rosaia, Maldonado, Sipos, Moro. Angoli: 2-4. Recupero: 3′ e 6′.

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