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Catania
29 Gen 2022

‘Agata senza processione? Catania non si divida in 2’

Sicilia'Agata senza processione? Catania non si divida in 2'

“Ritengo inevitabile la decisione dei vescovi siciliani di sospendere le processioni. Un fatto che tocca tutti i catanesi perché non potremo vivere i momenti più intensi in strada con la nostra Agata. Ma occorre lasciare lavorare serenamente le autorità religiose e istituzionali”. Francesco Marano, componente emerito del Comitato della Festa di Sant’Agata, cerca di spegnere le polemiche.

“Le indicazioni delle autorità sanitarie – prosegue Marano – e l’andamento della pandemia con le nuove variabili (l’ultima di questi giorni) sono fattori che impongono assoluta attenzione. C’è un tentativo, francamente sbagliato e pericoloso, di estremizzare le posizioni e dividere la città tra chi vuole a tutti i costi lo svolgimento delle processioni e chi invece consiglia prudenza. Tutti i catanesi, senza distinzioni, amano Sant’Agata e la festa. Ma amare la nostra patrona significa anche non mettere a repentaglio la salute dei catanesi. Ricordiamo che, durante la Festa del 2020 svoltasi in maniera regolare, la città è passata fortunatamente indenne all’avvio della pandemia e del Covid, che in Nord Italia già circolava nel febbraio di quell’anno senza che se ne sapesse nulla”.

Marano specifica che “se ci saranno le condizioni per un’esposizione del busto e delle reliquie in totale sicurezza, sanitaria e di ordine pubblico, non solo in cattedrale ma anche all’esterno, si potranno valutare varie soluzioni. Ma non sono scelte che si possono prendere a cuor leggero, ci sarà tempo per analizzare la situazione senza forzature. D’altronde nel corso dei secoli la festa in alcuni anni è stata annullata ed è poi tornata in tutto il suo splendore. E anche se con tristezza e senza processioni riusciremo a vivere al massimo la nostra devozione”.

“Una proposta, però, – conclude – mi sento di farla: oltre alla devozione personale che potrà sempre essere manifestata, ci sono tante iniziative collaterali, a partire da quelle culturali e sociali, o al grande progetto Unesco, che compatibilmente con le restrizioni Covid possono essere riproposte da chiunque, anche in un’edizione incompleta”.

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