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06 Dic 2021

“La canzone sullo zio boss? Sono pentito”

Sicilia"La canzone sullo zio boss? Sono pentito"

CATANIA – Il suo ammiccare alla mafia? “Ho sbagliato”, ammette. Più che altro un'”operazione di marketing”. Con uno scopo preciso: “Costruire un personaggio che potesse colpire il pubblico, per farmi pubblicità”. Del resto, dice, “oggi non rifarei più la canzone che all’epoca ho scritto per mio zio, perché mi rendo conto di quanto sia stato pesante il testo che ho a lui dedicato”. Così il cantante neo melodico Niko Pandetta, nipote dello storico capomafia catanese Salvatore Cappello, si dice ‘pentito’ dei testi di alcune sue canzoni.

Lo fa, riporta il quotidiano La Sicilia, in un interrogatorio davanti alla Procura di Catania del 19 gennaio scorso nell’ambito di un’inchiesta in cui è indagato per concorso esterno all’associazione mafiosa, per cui i magistrati hanno chiesto al gip una proroga delle indagini.

“All’epoca ero un’altra persona – afferma Pandetta ai magistrati -, ero giovane e volevo fare successo, ma non avrei mai creduto che avrei avuto tutta questa influenza sul pubblico specialmente giovanile”.

Il fascicolo era stato aperto sulla trasmissione del 5 giugno del 2019 di ‘Realiti’ su Raidue. In studio un altro cantante neomelodico, Leonardo Zappalà, parlando di Falcone e Borsellino, aveva detto: “Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro”.

Pandetta, in una clip, raccontava, tra l’altro, di aver finanziato il suo primo cd con una rapina, e nelle sue canzoni inneggia anche allo ‘zio Turi’, come punto di riferimento della sua vita. Per Pandetta quelle di Zappalà sono state “dichiarazioni sgradevoli”, che “io non ho condiviso e che comunque non mi appartengono”, a lui “attribuite senza che io ne avessi colpa”.

A Pandetta vengono contestati altri episodi. Come le minacce al consigliere regionale campano Francesco Emilio Borrelli, mostrando una pistola durante una diretta Facebook. “Aveva reso dichiarazioni pesanti contro la mia famiglia, e io mi sono arrabbiato», si difende coi pm. La pistola, spiega, “però non era vera e funzionante, in quanto si trattava di una bomboniera!”. Recentemente un suo concerto a Ostia è stato bloccato, ed è stato sorpreso dai carabinieri a cantare in un bar del Catanese violando le norme anti Covid.

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