Intel tra Catania e Torino, tutti contro Giorgetti

Musumeci: "Stop alle logiche anti-Sud".  Replica la Lega. E' polemica in Sicilia

E’ sfida tra Torino e Catania per ospitare una delle nuove fabbriche di chip di Intel in Europa. Al ministro Giancarlo Giorgetti, che ha lanciato la candidatura dell’area industriale di Mirafiori, risponde il governatore siciliano Nello Musumeci: “Se un colosso dell’hi-tech è pronto a investire in Italia, con un progetto ambizioso che darà impulso all’economia e all’occupazione, a decidere non può essere la solita logica che privilegia il Nord a discapito del Sud”.

Giorgetti, accompagnando a Torino l’aspirante sindaco del centrodestra Paolo Damilano di cui il ministro dello Sviluppo economico è considerato il grande sponsor, ha parlato dell’ipotesi che l’insediamento di Intel in Italia passi da Torino a Catania. “Noi ci siamo messi in concorrenza internazionale con la Germania e la Francia per questo investimento che vuole fare Intel, ci sono diverse localizzazioni che sono state valutate. Nei prossimi giorni arriveremo all’accordo finale: prima di tutto dobbiamo vincere come Italia e poi, all’interno del paese, la competizione sarà su dati geografici, ma anche soprattutto sulle competenze e sulla capacità di offrire competenze per il futuro. Per questo motivo ho proposto la candidatura di Torino e in particolare di Mirafiori, perché ritengo che qui ci siano talenti, capacità, intelligenze, innovazione assolutamente adatte per un investimento di quel tipo”.

Musumeci non è d’accordo: “Il governo di Roma con il ministro per lo Sviluppo economico aveva garantito per l’insediamento di Intel una partita da giocare facendo perno sul sistema Italia e sulle migliori credenziali dell’area da individuare. E a questo noi siamo fermi, pur leggendo sulla stampa di pressioni e rivalse nordiste, di dichiarazioni a sostegno dell’aspirante sindaco di Torino e del così contestuale, addirittura dichiarato, ‘tifo’ per la candidatura di Mirafiori a discapito di Catania”.

“Siamo certi – conclude Musumeci – che la squadra del cuore di un ministro della Repubblica non può che essere l’Italia. Così come – se la competizione sarà sulla capacità di offrire competenze e intelligenze – la Sicilia, con i suoi centri di ricerca e, non ultimo, uno dei più importanti stabilimenti di microelettronica del mondo, non può che essere in partita e rivendica a pieno titolo l’insediamento del futuro stabilimento di Intel”.

Alle parole del presidente della Regione si aggiungono quelle dei parlamentari del M5s in tutte le sedi istituzionali: “Per storia, per vocazione, per know how Catania è la sede ideale per ospitare un colosso del microchip come l’Intel – dicono i portavoce pentastellati– e spiace che il ministro Giorgetti ignori i grandi insediamenti produttivi e tecnologici che già albergano ai piedi dell’Etna. Basti citare l’investimento recente di STMicroelettronics che a Catania produrrà wafer in carburo di silicio, ciò grazie all’impegno del governo Conte e della mediazione dei portavoce locali del Movimento”.

“Per queste ragioni – affermano – solleciteremo il governo e i nostri ministri affinché l’Intel possa canalizzare l’investimento di un nuovo sito produttivo proprio a Catania, dove troverebbe le condizioni ideali per il suo sviluppo. Catania è una delle capitali tecnologiche italiane, non a caso si è coniata la definizione di Etna Valley e questa è storia, con buona pace di qualcuno che, invece, in campagna elettorale tenta di fare promesse. D’altronde l’istituzione della Zes e lo stesso Pnrr indicano che occorre sviluppare la politica industriale nel Meridione per evitare spopolamento e desertificazione economica e ci batteremo pervicacemente per questo obiettivo”.

Sulla questione è intervenuto anche l’ex sindaco di Catania Enzo Bianco, da sempre sostenitore dell’idea di Etna Valley, che attacca il leghista: “Il ministro leghista Giorgetti, che conosco e stimo nella naturale differenza politica, manifesta l’intenzione di portare questo stabilimento a Torino perché ritiene “che qui ci siano talenti, capacità, intelligenze, innovazione assolutamente adatte per un investimento di quel tipo”.

“Questa non la capisco. Davvero – continua provocatoriamente Bianco – Come se a Catania non ci fossero talenti, capacità, intelligenze. Comprendo che ci sono le elezioni a Torino, ma lui è un ministro. Giorgetti lo sa che a Catania c’è l’Etna Valley? Che c’è uno degli stabilimenti più importanti della StMicroelectronics con un centro di ricerca tra i più importanti al mondo? Che il Pnrr prevede che il 40 per cento delle risorse vanno destinate al Sud? E che vi sono incentivi che potrebbero attrarre Intel proprio a Catania?”.

Sinistra Italiana si augura vivamente che Intel “decida di investire a Catania – scrivono in una nota Giolì Vindigni, segretario del circolo “Salvatore Novembre”, e Pierpaolo Montalto, segretario provinciale della federazione etnea – la nostra città ha bisogno di investimenti, i nostri giovani hanno bisogno di sperare in un futuro migliore e il Sud ha bisogno immediato d’iniziare a recuperare il gap profondissimo che lo separa dal Nord. Chissà se la neoleghista Valeria Sudano, candidata in pectore a sindaca di Catania, riuscirà a far cambiare idea ai tantissimi suoi colleghi parlamentari della Lega Nord…pardon della Lega Salvini”.

Per Angelo Villari, segretario dell’Unione provinciale del Pd, “il ministro Giorgetti, anziché spalleggiare l’ipotesi Catania, si è espresso a favore dell’apertura del nuovo polo nel Torinese. Non facciamo alcun campanilismo, tuttavia è evidente che la Sicilia, e nello specifico Catania, non possano perdere un’occasione di sviluppo senza precedenti tale da consentire la chiusura della filiera nel comparto elettronico mediante un player di prestigio internazionale. Il governo regionale, dal canto suo, faccia sentire la propria voce anziché tacere”.

Critico l’appello lanciato dalla deputata dell’Ars Angela Foti nel gruppo Attiva Sicilia alla Regione e alla ministra per il Sud, Mara Carfagna: “Intel si era detta pronta a investire diversi miliardi di euro, considerando il Catania come possibile sede. Negli ultimi giorni, però, la decisione sembra essere in dubbio con un pressing “istituzionale” a favore di Mirafiori. Ma Catania è una sede produttiva di alto livello ove trovano sede già importanti stabilimenti di diverse multinazionali, ha il know-how necessario per ospitare nuovi insediamenti tecnologici e ha un legame strettissimo con l’Università. Per queste ragioni Catania è la sede ideale per ospitare il nuovo sito produttivo di Intel. Le dichiarazioni di Giorgetti – prosegue Foti – sono gravi, specie se confrontate col governo nazionale che intende favorire lo sviluppo del Sud. Mi appello al governo regionale e alla ministra per il Sud, Mara Carfagna, per unire i benefici della Zes ai fondi del “Pnrr”. Auspico che entro la metà di ottobre, data in cui Intel comunicherà i suoi intendimenti, si possano incontrare gli amministratori e dell’azienda per caldeggiare Catania. E il territorio si muova sinergicamente”.

In serata arriva la risposta di Nino Minardo, segretario regionale della Lega, che replica alle accuse di Musumeci. “Sulla vicenda dei possibili investimenti in Italia della Intel in queste ore una serie di inesattezze e strumentalizzazioni hanno generato polemiche inutili. La Lega con tutti i suoi vertici e ad ogni livello, compreso ovviamente il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti – sottolinea Minardo -, lavorano affinchè gli investimenti si materializzino in Italia. La città di Catania offre le condizioni ideali per il colosso americano dell’hi-tech: abbiamo logistica, competenze e capitale umano in abbondanza ergo la Sicilia alla pari del Piemonte sta avendo il pieno sostegno politico del governo nazionale e ancora di più del nostro partito, il primo a puntare su lavoro e impresa”.

“Giancarlo Giorgetti – sottolinea Minardo – ha già chiarito di non avere mai espresso preferenze per Torino e voler portare la Intel in Italia; ha pure aggiunto di avere a cuore il futuro industriale ed economico di Catania tant’è che sta facendo pressioni in Europa per autorizzare un nuovo e consistente investimento Stm proprio nel catanese. La Lega Sicilia con il suo segretario regionale e con il suo esponente nella giunta municipale di Catania aggiunge l’impegno totale a localizzare il nuovo stabilimento di produzione di chip della Intel proprio a Catania. Il nostro – conclude – è un lavoro costante e leale in favore della Sicilia e dei siciliani”.

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