Preso un altro super latitante: ecco chi sono i 6 rimasti

Con l'arresto di Morabito si restringe l'elenco: due i siciliani, e uno di loro è il numero 1 della lista

ROMA – Da Matteo Messina Denaro a Graziano Mesina. Con l’arresto in Brasile di Rocco Morabito (nella foto), boss della ‘Ndrangheta, sono ora sei i super-latitanti ancora ricercati in Italia e le cui schede compaiono nel cosiddetto “programma speciale di ricerca” del Gruppo integrato interforze.
Il latitante numero 1 è MATTEO MESSINA DENARO. Nato nel 1962 a Castelvetrano, nel Trapanese, il boss di Cosa Nostra, condannato all’ergastolo, è ricercato dal 1993 per associazione di tipo mafioso, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto di materie esplodenti, furto ed altro. Tra le accuse anche quella di essere stato tra i mandanti delle stragi del 1992 a Capaci e via D’Amelio. Fu tra gli organizzatori, tra l’altro, del sequestro nel 1993 del piccolo Giuseppe Di Matteo, che fu poi strangolato e sciolto nell’acido.
Latitante da 24 anni è invece ATTILIO CUBEDDU. Nato nel 1947 ad Arzana, in provincia di Nuoro, evase nel 1997 dal carcere di Badu e Carros dove stava scontando una condanna definitiva a 30 anni per il sequestro della giovane Cristina Peruzzi. Considerato esponente di spicco dell’Anonima sarda, durante la latitanza è stato coinvolto nel sequestro di Giuseppe Soffiantini e poi nel conflitto a fuoco in cui morì il poliziotto dei Nocs Samuele Donatoni – per quest’ultima accusa è stato assolto – ed è sospettato del sequestro di Silvia Melis, rapita a Tortolì nel 1997.
Nato a Palermo nel 1959, uno degli altri super-latitanti è GIOVANNI MOTISI, ricercato dal 1998 per omicidi, dal 2001 per associazione di tipo mafioso ed altro, dal 2002 per strage ed altro. Condannato all’ergastolo per il delitto del commissario Giuseppe Montana, ucciso nel luglio del 1985, è esponente di spicco di Cosa Nostra e capo del mandamento mafioso di Pagliarelli. Secondo gli investigatori sarebbe stato il “killer di fiducia” di Totò Riina.
RENATO CINQUEGRANELLA, napoletano classe 1949, è ricercato dall’ottobre del 2002 per associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso in omicidio, detenzione e porto illegale di armi, estorsione ed altro. Deve scontare l’ergastolo per l’omicidio, nel 1982, di Giacomo Frattini, detto ‘bambulella’, nello scontro nella Nuova camorra organizzata.
E’ ricercato dal gennaio 2016, invece, RAFFAELE IMPERIALE. Nato nel 1974 a Castellammare di Stabia, nel Napoletano, è accusato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti aggravate da finalità mafiose. E’ ritenuto un narcotrafficante di caratura internazionale in grado di trasferire ingenti quantitativi di cocaina tra Sudamerica, Paesi Bassi e l’est europeo. Nel 2016 vennero trovati all’interno della sua villa due Van Gogh che erano stati rubati anni prima ad Amsterdam.
Latitante da luglio scorso, GRAZIANO MESINA deve rispondere dei reati di associazione a delinquere, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti. La Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni per il più famoso esponente del banditismo sardo, oggi 79enne. Nel 1992, durante l’ennesimo periodo di libertà condizionale, fece da mediatore per la liberazione di Farouk Kassam. In seguito alla grazia ricevuta nel 2004 dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Mesina – autore di numerose e rocambolesche evasioni – tornò libero ma venne di nuovo arrestato nel 2013 perché accusato di un nuovo sequestro di persona. Condannato definitivamente nel 2020 si è reso irreperibile.

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