Li educava alla religione e li violentava

Abusi su minorenni anche quando era seminarista, arrestato sacerdote di Piazza Armerina. Una vittima: "Bisogna denunciare"

ENNA – Un sacerdote delle diocesi di Piazza Armerina, don Giuseppe Rugolo, è stato arrestato dalla quadra mobile di Enna per violenza sessuale e atti sessuali con minorenni commessi quando era seminarista e anche dopo la sua ordinazione.
La Procura gli contesta l’aggravante dell’aver approfittato delle presunte vittime a lui affidate per ragioni di istruzione ed educazione alla religione cattolica.
Il gip ha emesso un’ordinanza agli arresti domiciliari, il prete si trova a Ferrara. Le indagini erano stata avviate lo scorso dicembre dopo la denuncia di un giovane alla squadra mobile.
Sono tre le presunte vittime, all’epoca dei fatti tutti minorenni. Sono un giovane che avrebbe subito violenza sessuale e altri due ragazzini vittime di abusi. Il primo caso è emerso dopo la denuncia, gli altri due durante le indagini.
Per questo la Procura di Enna ha lanciato un appello “invitando le eventuali altre presunte vittime a denunciare”. Il giovane ha raccontato di violenze subite tra il 2009 ed il 2013, da quando aveva appena compiuto 16 anni e fino ai 20 anni.
“La mia dolorosa storia sia la testimonianza che anche dopo dodici anni dalle violenze si può denunciare”, dice il giovane che ha dato lo spunto all’avvio dell’inchiesta. “La squadra mobile di Enna ha fatto un lavoro eccezionale riscontrando, assieme alla Procura, tutte le cose che io avevo raccontato. Invito chi ha subito abusi a denunciare, un atto che impone coraggio, ma che ti rimette in pace con te stesso”.
Grazie al prezioso lavoro della polizia postale i contenuti dei numerosi supporti di memoria, computer e telefono cellulare sono stati sequestrati, duplicati da un consulente tecnico nominato dalla Procura e analizzati dalla squadra mobile di Enna. E questo, secondo l’accusa, ha permesso agli investigatori di trovare ulteriori riscontri.
Durante le indagini sono emerse nuove ipotesi di reato, abusi, che sarebbero stati commessi dal sacerdote nei confronti di altri due minorenni, verso i quali l’indagato ha svolto ruolo di guida spirituale. La Procura di Enna “non esclude che possano esserci altre potenziali vittime”.
“Nei confronti di don Giuseppe Rugolo si è determinata una gogna mediatica – dicono gli avvocati Antonio Lizio di Catania e Denis Lovison di Ferrara, difensori del sacerdote -, con contenuti anche calunniosi e diffamatori, che non possono ulteriormente essere tollerati e in relazione ai quali ci riserviamo di agire a tutela del nostro assistito, che allo stato ha il diritto di essere considerato innocente, ex articolo 27 comma 2 della Costituzione”.
I difensori respingono le accuse rivolte al prete e si dicono anche certi “di poter fare chiarezza il prima possibile nelle sedi opportune, a tutela dell’onorabilità, della dignità e del decoro del nostro assistito”.
“Abbiamo appreso dagli organi di informazione – spiegano il legali – che il nostro assistito Don Giuseppe è stato destinatario di una misura cautelare emessa dal Gip di Enna”.
Il prete, ricostruiscono, è stato convocato in Questura a Ferrara per la notifica dell’ordinanza di domiciliari, uscendo dagli uffici verso le 12.30, “ma alle ore 8.40 il contenuto dell’ordinanza era già stato diffuso pubblicamente”.
I difensori si dicono “perplessi dalle tempistiche e dalle modalità di diffusione di informazioni relative a un procedimento penale, ancora in fase di indagini, con grave vulnus per tutte le persone coinvolte, a vario titolo. Tale diffusione è avvenuta ancora prima ancora che questi difensori potessero avere contezza delle contestazioni formulate al proprio assistito, in violazione del segreto istruttorio. Si tratta di aspetti in relazione ai quali il nostro assistito non è stato ancora in grado di interloquire e di fornire la propria versione”.

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