Due positivi, rivolta in carcere a Barcellona

Sale la tensione dietro le sbarre. Il sindacato: “Gli agenti penitenziari rischiano la vita”

Due positivi, rivolta in carcere a Barcellona

BARCELLONA (MESSINA) – Va sempre aumentando la tensione nelle carceri alle prese con l’emergenza coronavirus.

“Gli ultimi disordini si sono registrati a Barcellona Pozzo di Gotto, dove la positività di due detenuti ha scatenato una violenta protesta. Alcuni detenuti avrebbe forzato i cancelli, riuscendo ad aprire due celle. La tempestività della polizia penitenziaria ha evitato il peggio”: è quanto denuncia Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria.

“Barcellona Pozzo di Gotto è solo l’ultimo degli episodi di tensione – spiega De Fazio – ma grande e inquietante fermento si registra pure a Santa Maria Capua Vetere, già teatro di ripetuti e gravi disordini. Non vorremmo rivivere quanto già accaduto a marzo. Anche perché, rispetto ad allora, la Polizia penitenziaria è decimata negli organici, stremata nelle forze, colpita nell’orgoglio ed intimidita da una serie di procedimenti penali avviati e ancora non conclusi. Dover intervenire con organici insufficienti ed equipaggiamenti inadeguati per sedare rivolte, rischiando persino la vita, per poi essere inevitabilmente esposti a procedimenti penali senza adeguate garanzie da parte dello Stato e doverne sostenere le spese di difesa legale, umanamente, non aiuta neppure la spinta motivazionale”.

“La situazione dei contagi continua ad aggravarsi; gli ultimi dati forniti dal Dap ed aggiornati a giovedì scorso indicano ben 1.870 contagiati fra la comunità penitenziaria (827 fra i detenuti), ma già oggi temiamo che i numeri siano sensibilmente più alti”.

Riteniamo – aggiunge il sindacalista – che l’Amministrazione penitenziaria stia facendo quanto nelle sue possibilità per gestire l’emergenza ed apprezziamo la lungimiranza, il dinamismo e la costante apertura al dialogo del Capo del Dap Petralia, ma appare di tautologica evidenza che a fronte del sovraffollamento detentivo, della carenza di uomini e di mezzi e del continuare a propagarsi della pandemia, se non ci saranno ulteriori, immediati e incisivi interventi specifici del Governo la situazione rischierà di precipitare con gravissime e irreparabili conseguenze.

Lo ribadiamo – conclude De Fazio – al ministro Bonafede ed al Governo chiediamo di intervenire immediatamente e in maniera tangibile su tre principali direttrici: deflazionamento della densità detentiva; potenziamento della Polizia penitenziaria, sia nelle dotazioni organiche sia negli equipaggiamenti; rafforzamento del servizio sanitario espletato in carcere”.


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