Il padre: “Così cercavano il mio Gioele?”. Adesso si studia la personalità di Viviana

Giallo di Caronia. I vigili del fuoco: “Impegno senza sosta”. La cognata: “A giugno ingerì 5-6 pillole e finì in ospedale”. La Procura chiede la consulenza di uno psichiatra. Il cugino: “Non è omicidio-suicidio”

Il padre: “Così cercavano il mio Gioele?”. Adesso si studia la personalità di Viviana

CARONIA – Daniele Mondello non si dà pace. Il padre del piccolo Gioele e marito di Viviana Parisi, entrambi morti tra la boscaglia di Caronia vuole chiarezza sui soccorsi. Per la famiglia del giovane, infatti, sono troppi gli interrogativi sul come, dove e quando sono stati cercati i suoi familiari

Su Facebook l’ennessimo sospetto. “Questo video me l’hanno mandato. Non so cosa pensare. Lo stavano cercando così a mio figlio? Viviana non si è uccisa e non ha ucciso il piccolo”. Il filmato postato su Fb sembra mostrare un cameraman che sta riprendendo il cammino di un militare per realizzare, probabilmente, un ‘video di copertura’ per servizi di un telegiornale o di una trasmissione televisiva.

LE PILLOLE DI VIVIANA. Mariella Mondello, sorella di Daniele e cognata di Viviana Parisi, rivela un particolare che potrebbe aiutare gli inquirenti a comprendere la personalità della dj mamma di Gioele. “I primi giorni dello scorso mese di giugno Viviana ha chiamato Daniele dicendo che si sentiva male perché aveva appena ingerito 5-6 pillole. Suo marito l’ha subito accompagnata al Policlinico di Messina dove le è stata fatta una flebo. La volevano ricoverare ma poi lei ha firmato per essere dimessa. Non sappiamo se è stato un tentativo di suicidio”.

Alle affermazioni della cognata risponde l’avvocato Pietro Venuti, legale delle famiglie Mondello e Parisi. “Viviana non ha tentato il suicidio a giugno, ma ha soltanto ripreso dei medicinali che le avevano dato a marzo all’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, forse però ha esagerato con un sovradosaggio. Spero che nessuno voglia speculare anche su questo”.

LO PSICHIATRA. Secondo indiscrezioni la Procura starebbe per nominare uno psichiatra di fama nazionale per studiare proprio gli aspetti che riguardano la mente della donna. Viviana era stata in cura presso una struttura pubblica di Barcellona Pozzo di Gotto presso la quale la polizia ha acquisito documentazione clinica. “Viviana non era in cura non seguiva alcuna terapia: ha soltanto preso per 4 giorni 2 pillole e poi ha smesso lei, di sua volontà” e “non aveva con sé alcun bancomat e né i 500 euro come è stato scritto”, dice Daniele Mondello, ma, nell’auto che la donna ha abbandonato sul ciglio dell’autostrada Messina-Palermo, dopo un incidente avuto nel giorno della scomparsa, c’erano certificati medici in cui si diagnosticavano disturbi della personalità.

TANTI DUBBI. Restano molti gli interrogativi aperti sulla vicenda: perché Viviana, che doveva andare a Milazzo per fare spese, si dirigeva verso Palermo? Perché ha abbandonato l’auto? Cosa è accaduto a lei e Gioele? L’autopsia sul corpo della donna non ha ancora stabilito il giorno esatto della morte, né se le fratture trovate sul cadavere siano state provocate dalla caduta dal traliccio o da altro. Poche risposte si aspettano invece gli inquirenti dall’esame medico-legale sui resti, smembrati dagli animali, di Gioele.

In un giallo ancora tutto da chiarire Viviana, sotto choc per l’incidente, potrebbe aver lasciato l’auto fuggendo tra i boschi e aver ucciso Gioele per poi suicidarsi, forse temendo che il bimbo le venisse portato via proprio per le sue condizioni psicologiche. Oppure il bambino potrebbe essersi ferito nell’incidente – che alcuni testimoni dicono che era vivo non esclude che possa essersi sentito male dopo-: Viviana potrebbe allora aver lasciato il corpo ed essersi buttata dal traliccio per la disperazione.

O, ipotesi meno probabili per gli inquirenti, i due potrebbero essere stati uccisi da malintenzionati incontrati nella fuga o da un branco di animali selvatici. Interrogativi ancora senza risposta, mentre una spiegazione alla misteriosa sosta della donna a Sant’Agata di Militello sarebbe stata trovata: Viviana avrebbe lasciato l’autostrada per entrare in paese per fare benzina.

“ABBIAMO FATTO IL MASSIMO”. Toccante la nota dei vigili del fuoco che con parole di buonsenso provano a mitigare le polemiche sui soccorsi. “I vigili del fuoco sono profondamente addolorati per la tragedia di Caronia e vicini al dolore” di Daniele Mondello, marito di Viviana Parisi e padre di Gioele. Tutto il nostro personale, tutti i vigili del fuoco che hanno partecipato e si sono impegnati senza sosta nelle ricerche, si stringono intorno a lui”.

“In queste giornate terribili – prosegue la nota – dopo aver trovato qualche giorno fa il corpo senza vita di mamma Viviana, animati da un forte sentimento di speranza, abbiamo fatto tutto il possibile, insieme ad altri Enti ed Istituzioni coinvolte nelle ricerche, per trovare anche Gioele”.

“Grazie all’accorato appello del padre ed alla cassa di risonanza che proprio i mezzi d’informazione hanno fatto a questa tragica vicenda – ricorda la direzione regionale dei vigili del fuoco della Sicilia – c’è stato un nuovo impulso alle ricerche fornito dai residenti del luogo che volontariamente si sono uniti agli uomini e alle donne delle istituzioni ed ai volontari organizzati, già impegnati già sul campo, apportando un indiscusso valore aggiunto all’attività, grazie anche alla specifica conoscenza del territorio”.

LA RICOSTRUZIONE DEL CUGINO. “Viviana non si è uccisa e non ha ucciso il piccolo Gioele”. Ne è convinto Claudio Mondello, legale e cugino di Daniele Mondello, che su Facebook espone una sua teoria su cosa è accaduto a Caronia. “Il bambino sfugge alla vigilanza della madre – è la sua ricostruzione nel dopo incidente stradale – e si allontana. Forse anche solo di pochi passi. Probabilmente qualcosa, in quello scenario di campagna, attira la sua attenzione oppure lo spaventa. La madre, terrorizzata, cerca disperatamente di trovarlo, ma i suoi tentativi falliscono”.

“Al fine di meglio orientarsi, quindi, decide di salire sul pilone della corrente -aggiunge il post- e guadagnare una posizione di privilegio rispetto al luogo circostante. E’ vero che il traliccio è posto più in basso rispetto alla collina adiacente, ma è l’unica tipologia di struttura che consenta di guardarsi intorno a 360 gradi. E’ compatibile, pertanto, con l’idea di chi voglia perlustrare la zona limitrofa; probabilmente (così ipotizzo) per guadagnare il contatto visivo col bambino”.

“Da quella posizione – ipotizza ancora Claudio Mondello – Viviana, finalmente, rintraccia Gioele: si affretta a scendere, ma, probabilmente per evitare di perdere tempo, ritiene preferibile saltare. Questa scelta le è fatale. Da questo punto in poi faccio mia la ricostruzione di chi ha restituito Gioele alla propria famiglia: Giuseppe Di Bello, ex brigadiere dei Carabinieri. E’ probabile – sottolinea – che il bambino abbia vagato tra i boschi fino al momento in cui è incorso in un incontro funesto (forse un suino nero dei nebrodi; in zona ve ne sono molteplici sia da allevamento che allo stato brado). Quanto sopra deve essere vagliato, in modo accurato, e supportato da evidenze tali da rendere impossibile ogni alternativa possibile. Un lavoro – conclude Claudio Mondello – che impone pazienza, rispetto e silenzio”.

“Verranno fatti oggi degli esami alla scientifica di Palermo sui vestiti di Viviana Parisi e domani mattina verrà effettuato un sopralluogo sui posti dove sono stati ritrovati il corpo della donna e quelli si sospetta fortemente siano i resti di Gioele” spiega l’altro legale della famiglia Mondello, l’avvocato Pietro Venuti. “Sono accertamenti tecnici – aggiunge – per verificare alcune dinamiche e che spero ci dicano qualcosa in più su quanto è successo a Caronia”

IL DOLORE DI VENETICO – Venetico, il Comune messinese dove la famiglia Mondello vive, è in lutto. La parrocchia di Santa Maria del Carmelo di Venetico Marina, guidata dal parroco don Cleto D’Agostino con il sindaco del comune Francesco Rizzo e tutta l’amministrazione comunale hanno organizzato per questa sera alle 21 una veglia di preghiera. La partecipazione, si sottolinea, è estesa a tutti coloro che vogliono esprimere “la propria vicinanza alla famiglia” di Viviana e Gioele”.

“Erano una bella coppia lì vedevo spesso passare accanto al mio showroom. Negli ultimi giorni ho visto che Viviana Parisi era con lo sguardo spento e non sorrideva. Lei era molto attaccata al figlio, forse troppo. Prima dell’emergenza Covid-19 lo aveva ritirato dall’asilo” Tiziano Pitale residente e commerciante di Venetico che conosceva la dj e il marito Daniele Mondello. Due giorni fa c’era anche lui nelle campagne di Caronia a cercare Gioele.

“Ho partecipato con mia moglie – ha affermato – perché mi sono immedesimato nel dolore del padre. Non voglio giudicare le ricerche, ma il posto dove è stato trovato il bambino dicevano che era stato bonificato. Anche io, come l’ex carabiniere, avevo portato come me una piccola falce e un coltello, perché la boscaglia era molto fitta. Ho riunito un gruppetto e ci siamo organizzati per le ricerche. Poi – ha concluso – ho chiesto di recitare una preghiera sperando che Viviana indirizzasse noi e gli altri volontari per poter trovare Gioele”.

Gianfranco Liucci proprietario di un negozio del Paese. “Quattro anni fa Viviana e Daniele sono venuti qui per fare le bomboniere per il battesimo di Gioele. Hanno scelto un orologio con una nota musicale perché entrambi sono musicisti e mi hanno parlato della loro passione. Era una coppia molto affiatata – ricorda – e la madre era molto attenta a Gioele. Lui era un bambino bellissimo. Sono veramente addolorato. Quando ho saputo la notizia della scomparsa ogni giorno mi informavo e consultato le notizie e i social sperando che che trovassero Gioele vivo, ma purtroppo non è stato cosi…”.


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