Musumeci e Razza, allarme da Lampedusa: “La Sicilia non è un campo profughi”

Nell’hotspot dell’isola 700 migranti, sette volte la capienza massima prevista. Il governatore: “Sia dichiarato stato di emergenza”. E intanto continuano gli sbarchi VIDEO

Musumeci e Razza, allarme da Lampedusa: “La Sicilia non è un campo profughi”

LAMPEDUSA – Il governatore Musumeci e l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza hanno visitato stamane Lampedusa effettuando un sopralluogo anche nell’hotspot dell’isola che dopo gli sbarchi delle ultime ore ospita oltre 700 migranti, sette volte la capienza massima prevista.

Il governo regionale ha già inviato tutto il materiale necessario per effettuare i tamponi sugli ospiti della struttura, che sono in quarantena; entro lunedì saranno inviate anche le attrezzature per effettuare tamponi e test sierologici veloci.

La Regione ha provveduto così a reperire in tempi rapidi il materiale sanitario, così come avvenuto anche per la nave quarantena Moby Zazà, sostituendosi all’Usmaf, l’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera che avrebbe dovuto garantire la fornitura dei test. Musumeci e Razza hanno visitato anche il Poliambulatorio dell’isola, che dipende dall’Asp di Palermo, per un esame del progetto che prevede la sua trasformazione in un vero e proprio ospedale al servizio dell’isola.

“Decine di sbarchi in poche ore con l’arrivo di centinaia di migranti a Lampedusa. Una condizione assolutamente insostenibile qui nell’isola delle Pelagie. Il consiglio comunale e il governo regionale hanno chiesto a Roma la proclamazione dello stato di emergenza”, ha detto Musumeci. “Ci sono problemi sanitari – ha aggiunto – problemi sociali ed economici. Abbiamo bisogno di risposte immediate: Lampedusa non può diventare una terra di frontiera”.

“Finora è stata la Regione sostanzialmente a intervenire per colmare le lacune dello Stato – ha proseguito Musumeci – lavoriamo a lungo termine per realizzare una struttura ospedaliera. Ma riteniamo che il fenomeno degli sbarchi debba essere al centro dell’attenzione del governo nazionale. Non solo per evitare che passi l’idea che Lampedusa o la Sicilia più in generale vengano considerate come un campo profughi, perché i controlli non risultano essere omologati alle regole vigenti. Ieri sera ad esempio sono partiti centinai dei migranti senza essere sottoposti ai tamponi o ai test sierologici”.

“La mia presenza qui insieme a quella dell’assessore alla Salute Ruggero Razza – ha affermato – serve per renderci ulteriormente conto di quale sia la condizione di emergenza che si è determinata nelle ultime settimane. Se il premier Conte non darà risposte immediate saremo noi a ricordare a Roma quali sono le vocazioni di una terra come Lampedusa e la Sicilia che guardano a ben altre prospettive. Il dramma dei migranti non può pesare soltanto su una città o su una regione”.

“L’ Europa, la cinica Europa farebbe bene a svegliarsi e uscire dal ruolo dell’ipocrisia, che recita ormai da tanto, troppo tempo. Questo fenomeno degli sbarchi che assume dimensioni assolutamente disarmanti non può essere scaricato nella fase gestionale sui sindaci, sui prefetti o sulla Regione siciliana. Lo Stato e l’Europa facciano sentire la loro presenza”, ha aggiunto.

Intanto sull’isola continuano gli sbarchi. Nelle ultime ore in tre distinti arrivi sono arrivati 143 migranti. Le due “carrette” e un barchino sono stati agganciati, nelle acque antistanti l’isola, dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza. In 48 ore sono sbarcati 791 immigrati, tunisini per la maggior parte. I trasferimenti, con i due traghetti di linea (uno la mattina e l’altro la sera) per Porto Empedocle, proseguono, sono ormai quotidiani.

La Prefettura di Agrigento ha predisposto una corsa speciale del traghetto di linea per Porto Empedocle per alleggerire le presenze dei migranti nell’hotspot imbarcando poco più di 250 persone. Nella struttura di contrada Imbriacola resteranno così circa 300 migranti. La corsa è stata istituita perché quella regolare giornaliera oggi non era in programma. A tutti i migranti in partenza sono stati già fatti i test sierologici anti-Covid: i primi 100 risultati sono arrivati e sono negativi.


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