Tre ore Daria: “Nata per la tv”

di Emanuele Grosso. Fino al 31 maggio l’intrattenimento salottiero di Insieme Live. La conduttrice: “Un grande successo per una nuova televisione che ci siamo inventati”

Tre ore Daria: “Nata per la tv”

E’ successo all’improvviso: di colpo i siciliani (e non solo) che frequentano Antenna Sicilia, i suoi social e RadioTelecolor hanno amato Insieme live e Daria Luppino con complimenti ed empatia. E nessuno ha potuto farci niente.

“Per me non c’è nulla di più gratificante: io e un microfono davanti a tutti, in un salotto. E devo semplicemente essere Daria. La stessa Daria che intratteneva parenti e amici da piccola”.

Daria Luppino a 22 anni è entusiasta: da quando presenta la trasmissione di Antenna Sicilia per tre-ore-al-giorno-sette-giorni-su-sette la sua vita è decisamente cambiata in meglio: “Mi chiedono di fare quello che ho sempre fatto fin da bambina. Posso mai stancarmi?”.

La ragione per cui ha “uno stato d’animo fantastico” è che sul programma si è abbattuto “un successo veramente inaspettato. I dati Auditel sono formidabili. Siamo partiti con l’idea di fare compagnia alle persone a casa durante l’emergenza, così per gioco, per aiutarle a resistere. E’ nata una cosa nuova, bellissima, e la gente si è subito innamorata. Un’iniezione di positività ed energia per provare a superare, anche con un bel po’ di humor, questo particolare periodo”.

Daria ha diversi complici: una banda di comici di matrice Insieme, giornalisti marca Telecolor, lo staff tecnico di Media company e l’infaticabile Daniela Fazzio che le dà una mano nel preparare ogni puntata. E tutti marciano come treni in Giappone, sfrecciando da un collegamento all’altro tra frizzi e corona-cronaca per non rallentare mai nelle stazioni della noia: “Un po’ come la mia amata radio – dice lei -. E’ lì che ho cominciato, per me è una costante ispirazione”.

Quanto c’è di preparato e quanto di improvvisato in Insieme Live?
“Per fare cose nuove non ci si improvvisa improvvisatori, ci vuole curiosità e bisogna saper ascoltare la gente. E’ come il jazz, bisogna dosare sensibilità e creatività. Io cerco di muovermi con naturalezza, con il mio linguaggio, sono una che si butta e credo che gli spettatori apprezzino proprio questa spontaneità. Ci scrivono che funzioniamo perché siamo veri”.

Conduci, canti, fai i quiz e la spalla dei comici. Cosa ti piace di più?
“In me ci sono sicuramente tante Daria. Tutto dipende dai giorni, sono piuttosto umorale, adoro sdrammatizzare, non mi interessa prendermi troppo sul serio. Sono sostenuta da grandi professionisti, uno per tutti Eduardo Saitta, capace di tirare fuori centomila personaggi”.

Durante la trasmissione hai un rapporto viscerale con il telefono.
“Guardo quello che la gente scrive. Su whatsapp arriva un numero allucinante di messaggi e io voglio che l’interazione sia sempre brillante e immediata. Intrattenere il pubblico per me è sempre emozioni a tinte forti e semplicità”.

Qual è il dono che vorresti avere?
“La voce da soprano”.

Qual è l’ultima volta che hai pianto?
“Sono una che piange spesso, e più per le cose belle che per le brutte”.

Cosa pensi che ti succederà da grande?
“So solo che desidero continuare a fare questo, con eleganza e senza provincialismo. Anche per dieci ore al giorno. Magari con un pubblico ancora più grande”.


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