Cosa nasconde la sabbia della Plaia?

di Tonino Demana. Ruspa contro blocchi di cemento durante la bonifica. L’assessore Cantarella: “La prossima volta chissà cosa troveremo”. FOTO

Cosa nasconde la sabbia della Plaia?

CATANIA – Prima enormi lastre di amianto, ora grossi blocchi di cemento, cos’altro nasconde la Plaia di Catania? In primis se lo chiedono gli operatori coordinati  da Elio Maniscalco che questa mattina, nel corso di operazioni di bonifica della spiaggia libera numero 3, si sono imbattuti in un misterioso ritrovamento, talmente strano da danneggiare il mezzo meccanico che stava operando a ridosso della battigia.

Un impatto violento contro un blocco di cemento sommerso che ha quasi fatto sobbalzare l’addetto che si trovava ai comandi. Non era il solo. Sul posto è stata inviata una ruspa che in pochi minuti ha estratto altri grossi pezzi di cemento, di cui al momento si sconosce la provenienza. Numerose le ipotesi, potrebbe trattarsi di vecchi manufatti abbattuti in passato e poi “seppelliti” chissà per quale motivo sull’arenile oppure di qualche resto edile portato alla Plaia per abbattere i costi di smaltimento o per disfarsi di possibili lavori eseguiti in nero.

Sulla vicenda sono state avviate indagini che riportano alla mente un simile episodio, ovvero il ritrovamento lo scorso anno di grosse lastre di amianto che portarono ad un’imponente e costosa operazione di bonifica per rimuovere l’amianto.

“Stiamo mettendo a soqquadro anche la Plaia di Catania per consegnarla pulita e sicura alla gente – afferma l’assessore comunale all’Ecologia, Fabio Cantarella – e non ci aspettavamo una simile scena. Raccogliamo quintali di carta, plastica e vetro ed ora anche blocchi di cemento. E’ il frutto di operazioni di bonifica mai fatte in passato e che, su disposizione del sindaco, Salvo Pogliese, portiamo avanti da diverse settimane. Stiamo scandagliando con attenzione tutto l’arenile, ringrazio gli operatori della Dusty ed Elio Maniscalco per l’ottimo lavoro che stanno facendo a tutela della collettività. Non ci fermeremo – conclude Cantarella – la prossima volta chissà cosa troveremo.”


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