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21 Ott 2021

Catania

PALERMO – I giudici della Corte dei conti hanno condannato il professore universitario Rosario Lanzafame, docente a tempo pieno di Macchine e sistemi energetici del Dipartimento Ingegneria civile e architettura di Catania, a risarcire l’ateneo di 36 mila euro per avere esercitato dal 2012 al 2015 un’attività libero professionale incompatibile con lo status ricoperto con la facoltà.
La procura della Corte dei conti aveva citato in giudizio il professore Lanzafame dopo le indagini delegate dai finanzieri del nucleo di polizia economica finanziaria di Catania. La procura contabile aveva evidenziato che il professore “ha svolto attività libero professionale in violazione delle norme che disciplinano l’assunzione di incarichi da parte del personale docente universitario, avendo egli – in assenza di “autorizzazione preventiva dell’amministrazione di appartenenza” – “percepito compensi (al netto di imposte e contributi previdenziali) per un ammontare complessivo di 125.665 euro per lo svolgimento delle seguenti attività: consulente del Comune di Biancavilla; consulente della Team Tic srl, della Medicalia srl, del Maas Scpa, della Keita srl e della Epm sri”.
Di questi la Procura chiedeva il pagamento di 72.438 euro. La quantificazione del danno, come richiesto dalla difesa, va decurtata dall’Iva versata e dall’aliquota del 43% versata allo Stato a titolo di Irpef, rientrando il versamento di tali tributi. Da qui il danno risarcibile è quantificato in 36.000 euro.

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