Ars, 200 milioni per famiglie bisognose

Approvata la norma della legge di stabilità per aiutare chi è in difficoltà economica a causa dell’emergenza coronavirus

Ars, 200 milioni per famiglie bisognose

PALERMO – L’Ars ha approvato la norma della legge di stabilità (art.7) che stanzia 200 milioni di euro in favore delle famiglie più bisognose attraverso i Comuni. Il contributo è stato esteso anche a chi ha già ricevuto altre forme di sussidio, come ad esempio il bonus alimentare statale.

Ampliare la platea dei beneficiari si è reso possibile grazie a un emendamento proposto dal deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Giovanni Di Caro, che ha sottolineato come “in questo modo la norma è più equa e il beneficio della Regione si rivolge così a chi ne ha più bisogno, proprio quanti solitamente hanno già ottenuto altri piccoli aiuti dalle istituzioni statali e che senza questa modifica sarebbero stati ingiustamente penalizzati”.

“Le somme sono destinate a sostenere famiglie in difficoltà economica a causa dell’emergenza coronavirus per l’acquisto di beni e generi alimentari, prodotti e servizi di prima necessità, per il pagamento di utenze domestiche di luce e gas e dei canoni di locazione, nonché per l’attivazione di cantieri di servizio da parte delle amministrazioni locali e potranno servire anche ad aiutare i pensionati non autosufficienti”, dicono il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo e i parlamentari Anthony Barbagallo, Giuseppe Arancio, Michele Catanzaro, Antonello Cracolici, Franco De Domenico, Nello Dipasquale e Baldo Gucciardi.

“Oltre ai 100 milioni già previsti per il “sostegno alimentare e per le utenze”, vi sono adesso altri 100 milioni con i quali si crea un fondo di garanzia per prestiti al consumo fino a 15 mila euro senza interessi, per i nuclei familiari residenti in Sicilia con reddito non superiore a 40 mila euro”.

“Abbiamo più volte sottolineato – aggiungono i parlamentari Pd – per la corretta e la rapida attivazione degli aiuti previsti, la necessità di valorizzare la funzione sociale dei sindaci che devono godere di autonomia e discrezionalità per valutare lo stato di necessità dei cittadini e gli interventi da erogare”.


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