Catalfo: ‘Pensiamo a reddito di emergenza’

Il ministro del Lavoro: “Procedura semplificata per tutte le famiglie in difficoltà”. Coldiretti: a Pasqua 500 mila nuovi poveri 

Catalfo: ‘Pensiamo a reddito di emergenza’

“Sto lavorando a un reddito di emergenza per far arrivare redditi con procedura semplificata a tutte le famiglie in difficoltà”: lo ha detto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo in un’intervista a Unomattina ricordando che sono stati stanziati 400 milioni per i comuni per affrontare l’emergenza alimentare dovuta al blocco delle attività decisa a causa dell’emergenza Coronavirus. “Sto pensando, ha detto, a un rafforzamento del reddito di cittadinanza”.

“Il reddito di emergenza – ha aggiunto la ministra – sarà inserito nel decreto di aprile. Tutte le famiglie in modo molto celere avranno la possibilità di avere soldi e di provvedere alle emergenze. Sto pensando anche a un rafforzamento e un ampliamento del reddito di cittadinanza sulla base dell’allargamento dei requisiti sul patrimonio immobiliare, a tempo ovviamente”.

Il decreto di aprile dovrebbe intervenire anche sui lavoratori autonomi prevedendo un aumento dell’indennità adesso fissata per marzo a 600 euro e un prolungamento anche nei mesi di aprile e maggio. “L’indennizzo – ha detto Catalfo – sarà riproposto ad aprile e maggio e sarà sicuramente ampliato. Poi bisognerà a misure che aiutino a far ripartire l’economia

Il “Conto nel decreto di aprile di rifinanziare in modo importante la cassa integrazione” e di allungarne la durata per altre settimane, ha aggiunto la ministra sottolineando che al momento la cassa è prevista per nove settimane e che grazie all’accordo con l’Abi e i sindacati i primi assegni potranno partire in un paio di settimane.

A ribadire il tema dell’emergenza sociale arriva il dato fornito da Coldiretti secondo il quale aumenta di mezzo milione il numero di poveri che hanno bisogno di aiuto per mangiare per effetto delle limitazioni imposte per contenere il contagio e la conseguente perdita di opportunità di lavoro anche occasionale. Emerge una nuova parte della popolazione che si aggiunge ai quasi 2,7 milioni di persone che in Italia lo scorso anno hanno beneficiato di aiuti alimentari.

A marzo, con l’emergenza da coronavirus, i fondi Fead distribuiti da associazioni come la Caritas e il Banco Alimentare hanno stimato un amento fino al 30% delle richieste di aiuti. Le situazioni di difficoltà sono diffuse in tutta Italia, sottolinea la Coldiretti, dal Mezzogiorno con il 20% degli indigenti che si trova in Campania, il 14% in Calabria e l’11% in Sicilia, al Lazio (10%) e nella Lombardia (9%).

Sono molte le organizzazioni che distribuiscono alimenti, con 10 mila strutture periferiche promosse da quasi 200 istituzioni caritatevoli impegnate nel coordinamento degli enti territoriali collegati agli aiuti donati dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). Per aiutare a combattere la nuova crisi alimentare, un impegno è arrivato anche dagli agricoltori di Campagna Amica che hanno avviato l’iniziativa “Spesa sospesa del contadino a domicilio” che mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo e che non ha i mezzi per saldare il conto.


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