Cinisi, folla tenta di linciare l’omicida

Insulti per il giovane accusato di aver ucciso Paolo La Rosa dopo una lite in discoteca

Cinisi, folla tenta di linciare l’omicida

PALERMO – Carabinieri in assetto anti-sommossa davanti alla caserma di Cinisi, dove un centinaio di persone ha provato a linciare i due cugini coinvolti nella lite che ha portato all’uccisione di Paolo La Rosa.

La notizia che Alberto Mulè era stato fermato per l’omicidio di un giovane di 21 anni, ucciso solo per un rimprovero al cugino, ha scatenato la rabbia nella comunità della costa palermitana. Alberto e Filippo Mulè sono stati catturati dai carabinieri della compagnia di Carini in un casolare nelle campagne di Camporeale.

Per ore sono stati interrogati dal sostituto procuratore Daniele Sansone, che ha poi firmato il provvedimento di fermo per omicidio per Alberto Mulè. Il cugino Filippo, oltre a essere indagato per favoreggiamento, è accusato di avere assalito e ferito nella stessa zona, cinque mesi fa, un suo coetaneo; Pierpaolo Celestre di Borgetto.

La notte del 7 settembre 2019 Celestre era stato circondato e aggredito da un gruppo di persone tra cui Filippo Mulé. Il giovane era stato accoltellato all’addome, al viso e in prossimità della gola. Erano ferite che, secondo i sanitari, potevano diventare mortali. Celestre era stato soccorso da un gruppo di amici e portato all’ospedale di Partinico.

In preda al panico ai sanitari aveva detto però di essere stato coinvolto in un incidente stradale. Ma i carabinieri avevano subito smontato il tentativo di coprire l’aggressore e ricostruito il movente del ferimento collegandolo a una precedente lite tra la vittima e Filippo Mulé durante la sfilata dei carri allegorici al Carnevale di Cinisi del 2019.

Il giovane fermato ora è cugino di Alberto Mulé – entrambi sono originari di Camporeale – che nella notte tra domenica e lunedì ha ucciso Paolo La Rosa, figlio di un ristoratore di Cinisi. Gli investigatori ritengono che sulla scena del delitto fosse presente anche Filippo Mulé. Stanno anche cercando di chiarire se tra l’aggressione dell’altro giorno e quella di cinque mesi fa possa esserci un collegamento.


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